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La spinta di “Camola” «Livorno è da serie B»

Fabrizio Pucci
La spinta di “Camola” «Livorno è da serie B»

Il tecnico Camolese: «Alessandria più avanti, ma con Fosca ce la farete»

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LIVORNO. Alessandria-Livorno l'ha vissuta da giocatore grigio il 19 febbraio 1984 (blitz amaranto per 3-0) e da spettatore domenica scorsa. Giancarlo Camolese, un passato sulla panchina del Livorno nel 2007/08 in serie A ci scherza su: «È vero. Ricordo quella partita di 32 anni fa. L'altro giorno proprio non potevo mancare». Commentatore per Mediaset e docente di Scienze Motorie all'Università di Torino, il 'Camola' è prima di tutto un allenatore - ultima esperienza l'anno scorso al Chiasso di Fabio Galante - e con occhio clinico valuta il Livorno che guidò in quella stagione tribolata.

Ricordate? Subentrò in corsa a Nando Orsi prima di essere esonerato a tre giornate dalla fine in piena corsa per la salvezza per far posto di nuovo all'allenatore romano. Un teatrino che non evitò a David Balleri e compagni la retrocessione in serie B. Camolese non parla di quella parentesi, ma il suo legame con la città è ancora solido e domenica aveva il cuore diviso a metà. Peccato che gli amaranto abbiamo steccato specie nel secondo tempo.

Dica la verità. Domenica ha visto una prestazione di basso profilo...

«Non è il momento di esprimere giudizio totalmente negativi. In questa fase iniziale serve equilibrio».

Già. Materia che a Livorno è difficile trovare...

«Lo so, ma ora è normale che sia così. Tutto l'ambiente si sta portando dietro il fardello della retrocessione. Sarebbe stato importante partire bene, ma siccome il calendario non te lo scegli ecco che alla seconda giornata c'è stato il confronto diretto contro una squadra forte come l'Alessandria. Ovvio che ci siano mugugni».

Però domenica aspettavamo qualcosa di più...

«Può darsi, ma l'Alessandria in questo momento è più avanti del Livorno sotto tanti aspetti. Al mercato ha preso i giocatori mirati da inserire in un meccanismo già collaudato, e ha una tifoseria entusiasta che spinge la squadra. È tutto l'opposto di quel che c'è a Livorno. Quella grigia è davvero una bella squadra che ha tutte le caratteristiche per vincere il campionato. Detto questo, però, siamo all'inizio del campionato e anche le big possono incontrare periodi difficili nel loro percorso. Nel calcio tutto può cambiare da un giorno all'altro. Il

Livorno ha tempo e spazio per recuperare».

Da chi o da che cosa deve partire per rimettersi psicologicamente in sesto?

«Dall'allenatore. Conosco Foscarini. È molto bravo. Sono certo che troverà la quadratura del cerchio».
Che cosa c'è da salvare della partita di domenica?

«Il primo tempo. La squadra ha retto bene anche sul piano fisico e ha fatto intravedere buone cose».

Nella ripresa il crollo...

«Quando la partita si è aperta nel Livorno qualcosa non ha funzionato. Forse la condizione di alcuni giocatori non sono al top».

Ha detto che l'Alessandria è fortissima. E il Livorno che campionato può fare?

«State tranquilli che il Livorno arriva fino in fondo. Ripeto. Fiducia in Foscarini e poi anche Spinelli farà la sua parte".

Ne è sicuro? "Si sono convinto che alla fine il presidente ascolterà Foscarini e lo accontenterà».
Sì, ma quando? A gennaio?

«Ma sì. Guardate che il campionato di Lega Pro è lunghissimo e Claudio (Foscarini) è un tecnico in gamba. È ancora presto per essere sfiduciati».

A proposito di Spinelli. Vi siete visti domenica al 'Moccagatta'?

«Sì. E ci siamo pure salutati dopo tanti anni. Gli ho chiesto se si ricordava di me e mi ha risposto di sì».

Camolese, lei ha lasciato il Livorno in serie A e lo ritrova nella vecchia serie C. Che effetto le fa?

«Brutto. Mi dispiace davvero molto. Livorno non è una piazza che deve stare in Lega Pro. Non esiste. Lì c'è tanta passione e l'amore per la maglia è direttamente proporzionale alla sofferenza di questi momenti. È normale che la gente di Livorno viva male questa situazione. Alla fine però i sentimenti prescindono dalla categoria per cui sono certo che anche gli amaranto avranno il sostegno di sempre».

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