Gioco
Da Antonini a “Ciccio” Tavano l’orgoglio pratese degli ex Livorno
LIVORNO. Dopo diverse stagioni nell'anonimato, caratterizzate da salvezze raggiunte all'ultimo tuffo, il Prato cerca quest'anno di alzare l'asticella dei suoi obiettivi. Dopo 37 anni il presidente...
LIVORNO. Dopo diverse stagioni nell'anonimato, caratterizzate da salvezze raggiunte all'ultimo tuffo, il Prato cerca quest'anno di alzare l'asticella dei suoi obiettivi.
Dopo 37 anni il presidente non è più uno della famiglia Toccafondi, bensì Nicola Radici, eletto dal trust “Orgoglio Pratese”, progetto di azionariato popolare che ha rilevato il 51% del pacchetto azionario assieme ad 85 sponsor locali e che ha dato nuova linfa al progetto sportivo. Paolo e Donatella Toccafondi sono rimasti nel cda, ed alla fine, tutti insieme sono riusciti ad allestire una squadra che sulla carta è in grado di lottare per obiettivi importanti.
LA SQUADRA. Iniziamo dagli ex amaranto, uno freschissimo, e l'altro un po' datato: Luca Antonini (il capitano), dopo la brutta esperienza della retrocessione riparte dalla Lega Pro, con la maglia che lo ha lanciato nel professionismo.
Ciccio Tavano, che a Livorno evoca ricordi positivi anche se non ha mai legato con la tifoseria, a 37 primavere tenta il rilancio in una categoria a lui praticamente sconosciuta.
Se il fisico regge può fare sfracelli, anche se viene da una stagione non indimenticabile ad Avellino, chiusa con 3 gol in 22 presenze (molte partendo dalla panchina). Tante altre le novità in casa azzurra: i portieri, entrambi nuovi, sono Melgrati (dal Cesena) e Saloni (dallo Spezia).
In difesa, con Antonini, sono arrivati i centrali Martinelli (dal fallito Rimini), Danese (dal Chievo) e i terzini Beduschi (dal Vicenza, tornato a Prato ancora in prestito), Sobacchi e Benucci (ex Juve). Confermati gli esperti Catacchini e Ghidotti.
A centrocampo, dal Rimini, un giocatore che - ahinoi - a Livorno ricordiamo benissimo: si tratta di quel Carcuro che, nel 2013, quando giocava nella Ternana, segnando un gol in mischia al 94', fissò il punteggio sull'1-1 e costrinse gli amaranto di Nicola - che vincendo sarebbero rimasti al secondo posto - a giocarsi i playoff per raggiungere la Serie A.
Interessanti i giovani centrali Romano (dal Napoli) e Checchin dal Verona (detto il "kaiser per le sue spiccate doti di leader). Completano il centrocampo l'ex interista De Micheli e il confermato Cavagna.
L'attacco è decisamente ben assortito: oltre a Tavano, ci sono giovani interessanti. Il primo è Di Molfetta, un '96 in prestito dal Milan, che nella gara d'esordio col Tuttocuoio ha segnato un gol strepitoso. Poi, sono arrivati Moncini dal Cesena (un ritorno il suo), Sowe (dal Chievo) e Ogunseye dall'Inter (anche lui era già in squadra l'anno scorso).
IL TECNICO. Leonardo Acori, classe 1955, ha sempre dichiarato di sentire sua la promozione in A del Livorno nel 2009: effettivamente lui guidò, con alti e bassi, gli amaranto fino a poco prima dei playoff; poi lasciò il posto a Ruotolo. Le migliori cose però Acori le ha fatte a Rimini, portando i biancorossi dalla C2 alle soglie della A tra il 2002 e il 2008.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
