Il Tirreno

Livorno

Un 6,5 in pagella nel rientro a scuola

di Alessandro Bernini
Un 6,5 in pagella nel rientro a scuola

Il Livorno supera 1-0 il modesto Racing Roma: gol di Cellini, poi manca la cattiveria per chiuderla

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. A Livorno non si soffre per passione, si soffre per mestiere. Anche in Lega Pro, anche contro il Racing Roma. Vabbè, ci siamo abituati. E quando si vince, alla fine passa tutto.

Prendiamoci questa vittoria che fa bene al morale, ai tifosi, alla classifica. Come si dice? Vincere aiuta a vincere. E noi negli ultimi tre anni eravamo abituati più che altro a perdere. Ora però sfruttiamo questi ultimi tre giorni di mercato per rinforzare la squadra, per aggiungere solidità ma soprattutto quel pizzico di qualità che oggi un po’ manca.

UN GOLLETTO E.... A lungo il Livorno ha dato la sensazione di poter asfaltare l’avversario, in realtà nel gioco l’ha fatto a tratti e nel punteggio mai. Tant’è che negli ultimi due minuti di recupero abbiamo visto i mostri. Ma non perché, poverini, quelli del Racing ci chiudevano e creavano palle-gol. Macchè. Ma perché d’improvviso, dopo non averli quasi mai visti superare la nostra trequarti, sono stati 100 secondi con una punizione e due rimesse in zona d’attacco. La classica situazione nella quale storicamente il Livorno prende gol.

Per fortuna è vero che ogni squadra fa storia a se, soprattutto questa che ieri è scesa in campo con 8/11 nuovi (anche Gonnelli lo consideriamo un nuovo).

CELLINI-GOL. Il coro “e segna sempre lui”, in serie C dovrebbero farlo a Marco Cellini. Suo il gol che sul tramonto del primo tempo ha regalato la vittoria al Livorno: colpo di testa ravvicinato vincente dopo cross di Luci e assist (sempre di testa) di Vantaggiato. Bella azione.

Passati in vantaggio, molti si aspettavano che il Racing si sarebbe aperto. Niente affatto. Loro sono rimasti chiusi a riccio, complicando il lavoro di aggiramento del Livorno. Che spingeva poco sulle fasce con Grillo e Toninelli, e non trovava inserimenti da Luci e Marchi, mentre il giovane Gemmi è uscito a inizio ripresa dopo un primo tempo discreto.

Ecco, forse nel secondo tempo c’è stato un pizzico di sufficienza di troppo. L’avversario andava azzannato e tramortito. Invece il Livorno ha giochicchiato un po’ troppo.

E alla fine, va detto, il portiere del Racing non è che si sia proprio dannato l’anima.

Comunque è necessario avere fiducia e spargere un po’ di ottimismo. Perché questo Livorno può solo crescere e ieri a tratti ha dato anche la sensazione di essere una mina pronta ad esplodere, anche se poi non è esplosa mai.

IL DUBBIO TATTICO. Ci resta una piccola perplessità su come possa giocare il Livorno. Più che altro in ottica futura. Il modulo attuale 4-3-1-2 presuppone un centrocampo non troppo folto e che magari rischia di andare in minoranza (come ieri, ma l’avversario era mediocre) a vantaggio però di una artiglieria pesante davanti, con un trequartista che illumina e due punte pronte a colpire. Visto che Gemmi è un ragazzo bravissimo ma giovane, che Murilo è un esterno e che Venitucci non l’abbiamo mai visto, a oggi non c’è un trequartista.

A Foscarini piace tantissimo Venitucci, nel suo Livorno è questo il giocatore che può spostare gli equilibri negli ultimi 25 metri. Ci fidiamo. Ma mettere dentro un altro giocatore di “qualità” non ci dispiacerebbe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web