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Rischia l’espulsione il fratello di Mo Farah Schwazer sarà padre
Un fratello, Mo Farah, è celebrato dalla grancassa patriottica come l'eroe di Rio, simbolo di una Gran Bretagna vincente che ai nuovi sudditi - figli di terre lontane - deve molti ori e molta della...
Un fratello, Mo Farah, è celebrato dalla grancassa patriottica come l'eroe di Rio, simbolo di una Gran Bretagna vincente che ai nuovi sudditi - figli di terre lontane - deve molti ori e molta della gloria tributata alla Union Jack agli ultimi giochi olimpici. L'altro, il più giovane e sconosciuto Ahmed, rischia invece l'espulsione dal Regno - senza tanti complimenti - in nome dei rigori della legge britannica sull'immigrazione. La sua storia è denunciata oggi dal Sunday Mirror, domenicale del più popolare tabloid filo-laburista. Ahmed non sembra avere le carte in regola per restare sull'isola, svela il giornale. E potrebbe essere presto rispedito in Somalia dove pure teme di essere «ucciso».
Gli allori olimpici del fratello Mo - suddito d'importazione che a Rio ha fatto doppietta sulla pista di atletica nei 5.000 e nei 10.000, come aveva già fatto a Londra 2012 e come prima di lui era riuscito per ultimo al leggendario finlandese Lasse Viren - non bastano evidentemente a salvarlo. La colpa di Ahmed, 27 anni, rimasto nel sobborgo di Londra in cui è cresciuto, sta in qualche reato di piccolo cabotaggio che nel 2011 lo portò in carcere: macchia incancellabile, a quanto pare, che 5 anni dopo potrebbe costargli la deportazione.
«Ho fatto degli errori, ma non sono una cattiva persona», dice ora il fratello del campione al Mirror. «Non posso tornare dove Mo e io siamo nati - implora - è troppo pericoloso. Ho paura di finire morto, lì non c'è speranza per me, non ho più radici in Somalia. Potrebbero uccidermi perchè laggiù sono diverso, non mi riconoscerebbero dei loro». Ahmed non spera in realtà nell'intercessione di Mo, che vive fra gli agi negli Usa con moglie e 4 figli, e lui non vede e non sente da anni. Semmai in quella di Dio.
«Sono musulmano - conclude - e mi affido a Lui. Anche se i miei tatuaggi sono vietati dalla Sharia».
Schwazer. Alex Schwazer diventerà presto papà. La fidanzata Kathrin Freund è in dolce attesa. La conferma della notizia è arrivata dallo staff del marciatore altoatesino recentemente squalificato per otto anni dal Tribunale arbitrale dello sport perché ritenuto colpevole di aver assunto per la seconda volta sostanze dopanti. Una vicenda che lo ha visto combattere insieme al suo allenatore Sandro Donati.
Attualmente Schwazer si trova in vacanza proprio assieme a Kathrin, estetista a Vipiteno, la cittadina dell’Alta Val d’Isarco non distante dal luogo di residenza di Alex, il paesino di Calice di Racines.
Record. - Il meeting di Parigi, 12/a tappa della Iaaf Diamond league, regala il quinto record del mondo dell'atletica nel 2016. Stasera, nello Stade de France, è scoccata l'ora di Ruth Jebet, keniana con passaporto del Bahrein dal 2013, che ha riscritto il primato mondiale dei 3000 siepi, coprendo la distanza in 8'52»78. Il precedente limite apparteneva alla russa Gulnara Samitova-Galkina che l'aveva migliorato a più riprese fino all'8'58«81 della finale olimpica a Pechino, nel 2008. Dopo il quinto posto alle Olimpiadi, Alessia Trost di nuovo sul podio in Iaaf Diamond league, firmando un terzo posto a 1,93 metri, fallendo l'1,96. Grazie al terzo posto di Eugene e al secondo di Stoccolma, la Trost adesso è terza a quota 14 punti nella classifica della Diamond race.
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