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Protti, l’inno, la rinascita Vai Livorno, ora combatti

di Alessandro Bernini
Protti, l’inno, la rinascita Vai Livorno, ora combatti

Igor nello spogliatoio ha consegnato “Baldi e Fieri” (da imparare) a tutti i giocatori Col Racing subito titolare Giandonato, davanti Cellini-Vantaggiato, sorpresa Gemmi

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LIVORNO. La storia la fanno gli uomini. Nelle scorse ore, alla vigilia del match di oggi, Igor Protti ha chiuso la squadra dentro lo spogliatoio. Ha aperto una cartellina che aveva preparato con cura, tra lo stupore di un po’ tutti i giocatori. Che cosa c’era lì dentro? Trenta fogli fotocopiati, uno per ciascun giocatore. Trenta fogli con l’inno del Livorno Calcio. «Studiatelo, imparate le parole e portatele nel cuore. Adesso avete poche ore, ma entro la prossima settimana tutti dovrete saperlo a memoria». Protti è pure andato oltre: «Vi porterò anche un libro su Livorno, perché dovete conoscere la storia di questa città. Poi vi spiegherò dove comprare un altro libro sui 100 anni del Livorno Calcio: ecco, quello deciderete voi se prenderlo». Signore e signori: Igor Protti.

Dopo questo retroscena, potremmo anche chiudere qua il nostro pezzo di presentazione della partita. Nel gesto di Igor c’è tutto il senso di appartenenza e la voglia di lottare che noi chiediamo alla squadra. Al di là della categoria e dell’avversario.

FORMAZIONE. Come giocheranno gli amaranto? Foscarini va dritto sul 4-3-1-2, modulo sul quale ha virato dopo il primo approccio con la difesa a tre. Gonnelli e Lambrughi saranno i centrali, mentre Giandonato si prenderà la siede del regista con a fianco Luci e Marchi, più in panchina Bergvold pronto per l’uso. In attacco il punto fermo sono i due attaccanti Cellini e Vantaggiato, mentre la vera sorpresa può essere il giovane Filippo Gemmi, 19 anni, che il Fosca in questo precampionato ha plasmato con cura: dopo aver giocato basso davanti alla difesa, oggi potrebbe essere il raccordo alto tra centrocampo e attacco, diciamo una sorta di via di mezzo tra un 8 e un 10.

Il Livorno è ancora un po’ indietro ma, rosa alla mano, è indubbiamente più forte del Racing. L’importante è esserlo anche nel carattere e nella voglia di vincere.

CASO-PISA. Ieri in città si era anche diffusa la voce di un rinvio di Livorno-Racing, il tutto senza un briciolo di fondo di verità. Come vi abbiamo spiegato ieri, il destino del Pisa non si porta dietro quello del Livorno. Ci resta la sensazione (e anche qualcosa in più) che tutta questa storia sia una buffonata, l’ennesima pagina nera di un calcio italiano che non riesce a darsi un briciolo di credibilità e dignità.

Forza signor Abodi, dopo i casi Lanciano e Pisa, adesso aspettiamo la sua prossima perla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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