Il Tirreno

Livorno

Tiratori e nuoto cassaforti toscane Scherma, un flop

Tiratori e nuoto cassaforti toscane Scherma, un flop

Campriani, Innocenti e Rossetti, capolavoro Tabani, Tempesti e Buti «cuori» delle squadre

6 MINUTI DI LETTURA





CAMPRIANI. Ha guadagnato il triplo di Phelps e quasi il doppio di Bolt: un paradosso, certo, ma ci sarà un perchè. Niccolò il fiorentino è una macchina da gara nascosta dietro un sorriso gentile e modi affabili da ragazzo della porta accanto: praticamente infallibile in un sport devastante, durissimo, dove non puoi staccare la spina nemmeno per un secondo. Vince in carrozza la 10 metri, soffre in tribuna per la sua Petra, poi stanchissimo si rituffa nell’agone nella 50 metri e vince anche quella, con quel finale che diventa virale: 9.2 lui, 8.3 il russo e Niccolò quasi non ci crede. Tre ori in due edizioni dei Giochi, giusto che Firenze e la Toscana lo celebrino come un eroe moderno.

10 ROSSETTI

A 21 anni il figlio del grande Bruno (allenatore dei francesi, ma saltava di gioia...) è sul tetto di Olimpia. Dalla quiete di Pontebuggianese al caos allegro di Rio il suo fucile non è cambiato di una virgola: piattello, piattello, piattello. Una finale perfetta, senza errori, senza il minimo sussulto di quel volto fisso come quello della sfinge. Lo skeet è una brutta bestia, Gabriele l’ha domata con nonchalance. Bello, poi, l’abbraccio con il fiorentino Benelli, maestro di una specialità nella quale raramente abbiamo fallito.

9,5 detti

Non è più il gemello diverso di Paltrinieri, adesso è solo e soltanto Gabriele Detti, un grande campione di nuoto. Punto e basta. Ha mosso per primo il medagliere azzurro con una rimonta da favola sui 400, nella scia dei mostri. Generosamente si è immolato come ultimo frazionista della 4x200, piccola delusione subito riscattata con un 1500 perfetto, primo degli umani. Un capitale del nostro sport, non solo dello zio Morini.

9 BUTI

Il centralone di Fucecchio è la coscienza, l’esperienza e la guida dell’Italvolley d’argento. nei momenti-chiave Blengini gli affida le chiavi dell’attacco e Simone non tradisce: grandissima Olimpiade, finita sul podio che in pochi immaginavano.

Aces e schiacciate nei mome nti topici, la specialità della casa.

9 INNOCENTI

Che nervi, e che classe il tiratore di Montemurlo. Non era facile arrivare a Rio e imporre i diritti della propria bravura, Marco in silenzio l’ha fatto, eliminando uno per uno i rivali, che non erano pochi. Quella finale gli è rimasta un pò sullo stomaco, quell’errore gli ha precluso le porte dell’Olimpo. Pazienza, sulla nuvola d’argento non si sta male...

9 BRUNI

Ok, non parliamo più del coming out ed della dedica alla sua Diletta: affari suoi. Negli occhi resta il capolavoro tecnico della fondista di Comeananella tonnara della dieci dhilometri: gara matura,. saggia, costante. Nemmeno la scorrettezza finale della francese ha fermato Rachele. Argento vivo, vivissimo.

9 TABANI

E brava Chiara, nouvelle vague di un Setterosa che, per dirla con il ct Conti, ha compiuto una vera impresa sportiva. Sempre pronta., pimpante: la chicca è il gol in pallonetto che ha chiuso la pratica in semifinale con la Russia. Un solo peccato: andrà a giocare in Spagna.

9 tempesti

Avvertenza: negli occhi e nella memoria non deve restare la sostituzione in semifinale sul 6-0 per la Serbia. No, l’Olimpiade dell’infinito portiere pratese, 37 anni, è stata perfetta. Quasi sempre il migliore del Settebello, un baluardo. Occhio, esperienza, maturità. Ci mancherà, tra qualche anno. Bronzo sacrosanto.

7 pagnini

La medaglia di legno per 0.2 punti fa male, malissimo alle Leonesse della ritmica. Possibili sviste dei giudici a parte, un’altra prestazione da incorniciare per la formazione, rinnovata, di Emanuela Maccarani, follonichese d’adozioone. Coraggio Marta.

7 MARCONCINI

Il bronzo è rimasto lì, a portata di ippon. Un gran peccato per il judoka di Arezzo, che nella categoria fino a 81 chili ha saputo risorgere dai ripescaggi, dando spettacolo di tecnica e incredibile tenuta fisica. La finale per il terzo posto gli ha messo di fronte un rivale oggettivamente superiore. Ma la sua Olimpiade è di quelle da ricordare , la base per tanti futuri successi.

6,5 marrai

La prima volta ai Giochi non si scorda mai. L’asso livornese della vela, 24 anni, ha dato forti segnali, vincendo una delle regate della classe laser. Ma la baia di Rio è infida, soprattutto per i salti di vento improvvisi e Francesco l’ha sofferta, finendo fuori dalla medal race. Ma a testa alta, altissima.

6,5 I CANOTTIERI

Tre toscani, con storie e risultati diversi. Il fiorentino Francesco Fossi, insieme a Romano Battisti nel due senza, sono entrati nella (nutrita, purtroppo) pattuglia azzurra delle medaglie di legno. Il quarto posto nella finale dominata dalla Croazia, in assoluto, è un grande risultato, alle Olimpiadi si trasforma in una beffa crudele, in una vera maledizione.

Da assolvere l’otto che comprendeva il livornese Luca Agamennoni, alla sua quarta partecipazione ai Giochi, e il pisano Matteo Stefanini. Pensate a questi ragazzi: catapultati sull’aereo per il Brasile pochi giorni prima della cerimonia di apertura in seguito alla squalifica degli equipaggi russi, hanno avuto pochissime ore per prepararsi, per limare l’affiatamento. Ultimi in batteria e fuori nei ripescaggi, ma comunque chapeau.

6 I NUOTATORI

Niente di esaltante, anzi: qualche controprestazione e qualche buona esibizione. Delusioone per il mistista livornese Federico Turrini nei 400, subito eliminato in batteria, e per la viareggina Diletta Carli, rimasta invischiata nella qualificazione dei 400 stile libero. Prima esperienza non facile per la diciassettenne mistista labronica Sara Franceschi, che comunque ha riportato a casa tonnellate di esperienza nuitando accanto a mostri sacri come la Hossu. Martina De Memme, altro prodotto del vivaio livornese, ha nuotato la batteria della staffetta 4x200 dando comunque il suo contributo ma poi ha pagato dazio alla malasorte saltando gli 800 stile libero per problemi fisici. Nella staffetta ha nuotato anche Chiara Masini Luccetti (benino), fiorentina di stanza a Livorno mentre decisamente brillante è stata la prestazione nella vasca olimpica di Michele Santucci, veloce nella sua frazione della 4x100: purtroppo non è stato sufficiente all’Italia per entrare tra le otto finaliste, proprio per un soffio.

5,5 la scherma

Dispiace tanto, perchè da Nedo Nadi in poi raramente avevamo fallito l’appuntamento con la medaglia. Stavolta è successo: potevamo strappare magari due bronzi con i livornesi Andrea Baldini e Irene Vecchi nelle prove a squadre, ma sono arrivati due quarti posti che bruciano.

Soprattutto il fiorettista non è apparso nelle migliori condizioni, dopo un periodo non facile, mentre la Vecchi ha avuto qualche stop ma si è anche segnalata per qualche brillante parziale che ci ha portati comunque alla semifinale.La pisana Ilaria Bianco si è vista nella finalina per il bronzo, sempre brava e affidabile.

E Aldo Montano? Ha fatto già tanto ad esserci, in pedana a Rio. La classe non gli manca e si è visto, la preparazione atletica dopo il grave infortunio di maggio era quella che era. Nell’assalto con il russo Kovalev i giudici hanno dimostrato di non amarlo particolarmente e l’Aldone non le ha mandate a dire. Infine Giorgio Avola, siciliano di nascita ma ormai di stanza a Livorno: lui si che deve mangiarsi le mani. Era da medaglia come Garozzo: la luce si è spenta quando era a più 6 nell’assalto con lò’americano Massialas. Peccato.

5 MEUCCI-LA ROSA

Della loro maratona restano soltanto pioggia e dolori. Il pisano, dopo una manciata di chilometri, si arrende ai suoi guai fisici. Il grossetano lotta, ma non entra mai nel vivo. Sarà per un’altra volta.

5CENTONI-GUIGGI

Poco, pochissimo da ricordare, purtroppo, dell’esperienza dell’Italvolley femminile. Tre sconfitte in serie, secche, 3-0 e addio ambizioni. L’ultima vittoria con Portorico rende meno amara la pillola per la lucchese e la pisana.

Che Bonitta, per la verità, non ha utilizzato più di tanto, e chissà perchè.

G.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web