Il Tirreno

Livorno

Madera, la piccola-gigante speranza del futuro

Donatella Domenici
Madera, la piccola-gigante speranza del futuro

Livorno, aqarto posto all’Europeo under 17 e prima stagione in A1 a Venezia. Ecco l’enfant prodige del basket

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LIVORNO. «… È il segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai» recitano i Negramaro. E l’estate che vorrebbe non finisse mai è quella che sta vivendo la giovane, ma sempre più “grande” cestista labronica, Sara Madera. L’enfant prodige del basket in gonnella, sta sbocciando e lo sta facendo nel migliore dei modi, diventando l’oggetto di desiderio sia a livello nazionale che internazionale di grandi club cestistici.

Dopo l’argento ai Mondiali di Saragozza con la formazione under 17, Sara Madera, Made per gli amici, classe 2000 e centottantasette centimetri di “dono divino”, ha incantato e strabiliato anche con la nazionale under 16 agli Europei che si sono giocati in questi giorni a Udine, e dove l’Italia, outsider del torneo, è riuscita ad agguantare un ottimo quarto posto. Ancora una volta dunque Sara ha saputo fare la differenza, e trascinare così le compagne a questo insperato ma graditissimo traguardo. Così come successe ai Mondiali, l’azzurra, scesa in campo con la fascia di capitano, è stata inserita nel miglior quintetto dell’Europeo, Europeo vinto dalla Spagna che nella finale ha surclassato la Germania (64-48).

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Il cammino della squadra di coach Lucchesi è stato impeccabile fino alla finale per il terzo posto, dove le azzurrine hanno dovuto alzare bandiera bianca di fronte alla corazzata Francia. In tutte le gare disputate, la nostra Made ha sempre messo il proprio sigillo con giocate straordinarie e punti di qualità, sia in fase offensiva che difensiva.

Sara, un momento veramente magico. Come sta vivendo tutte queste emozioni? «Sono felice, stanca, ma felice. Sono state forti emozioni che non capitano tutti i giorni, che mi hanno fatto, e mi fanno, stare solo bene. Abbiamo ottenuto risultati importanti sia a livello personale che a livello di squadra. Oggi devo ammettere che sono stanca, e stare finalmente un po’ a riposo (finita la regular season, è da maggio che, tra finali under 18, under 16, Mondiali e Europei,Sara non ha potuto staccare la spina, ndr) con la mia famiglia tra sole e mare, è un grande toccasana».

Fare la voce grossa sotto i tabelloni con giocatrici imponenti non è cosa da poco ma lei ci è sempre riuscita ed alla grande. Il segreto? «La cosa importante, e anche un consiglio per le giovani, è non arrendersi mai di fronte alle difficoltà e credere nei propri sogni. Anche i momenti brutti fanno parte del gioco, non bisogna abbattersi ma anzi affrontarli a testa alta e alla fine si riveleranno utili per la crescita. In questi Europei, per esempio, in pochi credevano in noi. Invece giorno dopo giorno siamo andate avanti, ci siamo caricate di fiducia creando un’intesa perfetta tra staff tecnico e giocatrici, fino ad arrivare al quarto posto. Poteva andare anche meglio, ma sicuramente anche peggio».

Oggi è a Livorno, ma le valige sono pronte per Venezia e per la stagione che sta per decollare. Come vive il debutto in serie A1 e dove crede che potrà arrivare la sua squadra. «A inizio settembre ripartirò per Venezia per gli ultimi ritocchi in attesa del campionato che prenderà il via il 2 ottobre nell’ open day di Lucca. La squadra sinceramente non la conosco molto bene visto che per i miei impegni ho lavorato con loro solo due mesi. Penso comunque che sia competitiva, il roster è stato rinforzato con gli arrivi di Walker e Mikovich e della guardia Favento. Sò che, essendo la giocatrice più giovane, mi dovrò guadagnare i minuti in campo ma questo non mi spaventa, anzi, mi darà la carica per dare sempre il massimo».

Un’ultima ma doverosa domanda sul come gestire il tempo tra scuola e lavoro. Un binomio impossibile? «Assolutamente no. Sin da piccola ho imparato a gestire le due cose. Se uno riesce a organizzare diventa tutto più facile. Sono in III° liceo scientifico a Mestre e per adesso mi sta andando tutto bene».

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