Il Tirreno

Livorno

«Lui in acqua e io sul divano che tremavo»

«Lui in acqua e io sul divano che tremavo»

Volo e albergo erano prenotati ma in extremis è saltato il viaggio

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LIVORNO. L'orgoglio di un genitore va ben oltre i risultati sportivi. Paola Morini, la mamma di Gabriele Detti, fa di tutto per trattenere l'emozione, ma poi si lascia andare: «Non vedevo l'ora che tornasse, ci siamo sentiti spesso al telefono; però ora che è qui è tutta un'altra storia. Noi familiari - volutamente - non gli abbiamo organizzato nessuna festa, conoscendolo sapevo che volesse godersi gli amici, ma anche e soprattutto il letto di casa sua (sorride, dr). Dall'aereo è sceso stanchissimo, io l'unica cosa che desideravo era dargli un bacio e un abbraccio».

Il Detti-party è comunque andato in scena grazie al bel pensiero di alcuni condomini nel cortile di Ardenza: «È stato bellissimo - continua mamma Paola - c'era un sacco di gente, tv, giornali. Stanco Gabri, era stanco. Ma pure sorpreso in positivo e felice che tutte quelle persone fossero lì per lui».

Paola e Corrado (il papà di Gabriele) sono stati costretti a seguire le gesta del figlio sal divano di casa per cause di forza maggiore: «Peccato, perché avevamo già prenotato il volo e individuato l'alloggio nei pressi della piscina. Se tra quattro anni andremo a Tokyo? Intanto speriamo che vada Gabriele e poi noi ce la metteremo tutta, nonostante le Olimpiadi siano collocate nel cuore dell'estate, ovvero il periodo più e complicato dell'anno per mio marito che lavora sui traghetti. Vedremo, l'importante - ripeto - è che vada Gabri».

Detti è volato a Rio con un carico di velleità non indifferente ed è tornato da stella conclamata del nuoto italiano con due bronzi olimpici al collo: «Ci ha fatto rimanere senza fiato, la chiusura nei 400 è stata pazzesca e nei giorni successivi non riuscivo a liberarmi dell'adrenalina. La notte dei 1500, viceversa, l'ho vissuta meglio, in compagnia di mia cognata Nerella (la moglie di Stefano Morini, ndr); quando ho visto che stazionava in quinta/quarta posizione ai 1200 metri, ho pensato che qualcosa poteva accadere. La gara più bella di Gabri? Fino ad oggi sono state tutte emozionanti, da quando ha iniziato a gareggiare e a vincere, anche da piccolino. Potrà sembrare una frase scontata, ma mio figlio è speciale. Da lui ho imparato a metabolizzare tutti i tipi di situazioni, anche quelle negative, e a rimboccarmi le maniche per ripartire e superare gli ostacoli. Affronta qualsiasi situazione in maniera positiva, sconfitte comprese. È assai maturo in tal senso ed è un lato del suo carattere che apprezzo moltissimo».

Orgoglio di mamma, e orgoglio di babbo. Che ieri sera Gabriele è andato ad abbracciare sul traghetto per l'Elba.

(a.m.)

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