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A casa di Detti dopo Rio: "Mamma, si mangia? Ci sono le olimpiadi in tv"
Una giornata a casa di Gabriele Detti, tra telefonate e tanta voglia di vacanza: «Mi sembra di essere ancora dentro un sogno. E che accoglienza la mia Livorno»
LIVORNO. Canottiera, bermuda e infradito: «Finalmente l'uniforme da vacanza», scherza Gabriele Detti. Il due volte bronzo olimpico ai Giochi di Rio de Janeiro è sbarcato all'aeroporto "G. Galilei" di Pisa lunedì mattina intorno alle 12; ad attenderlo la mamma Paola, i parenti e una dozzina di amici. Foto, selfie, e uno sguardo che suggerisce, «ragazzi, ora fatemi andà a letto...».
Ma la festa è appena iniziata: sotto casa - ad Ardenza - c'è tutto il condominio e l'ex campionessa di nuoto, Ilaria Tocchini. Altri baci, altri abbracci, champagne e l'inno di Mameli in sottofondo per celebrare le gesta di un campionissimo, «che ora pensa solo a godersi le vacanze».
«Avevo implorato mia madre di non organizzare niente, perché l'unica cosa che desideravo una volta a casa, era tuffarmi sul materasso. Però vedendo tutte quelle persone, le stesse che conosco da una vita mi ha fatto un piacere enorme. È stato bellissimo, non me l'aspettavo». Gabriele sprigiona sorrisi ubriachi di soddisfazione, aneddoti di un'Olimpiade che rimarrà tatuata nel suo cuore e nella storia dello sport labronico; lui che nelle ultime due stagioni ha dovuto scalare l'Everest saltando il Mondiale di Kazan per infortunio (estate 2015), fino a salire per ben due volte sul podio olimpico.
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«Nei 400 sapevo di poter lottare per qualcosa d'importante e, infatti, sul blocco tremavo; l'ultimo 50 ho chiuso 26 secondi e spiccioli, stretto tra Mack Horton, Sun Yang e un paio di americani che volevano sbranarmi. Ma sono riuscito a toccare terzo perché - con tutto il rispetto per i chilometri nuotati durante l'anno e mille altre teorie - ci ho messo l'anima. Partecipare e vincere medaglie alle Olimpiadi è il sogno di qualunque bambino che inizia a fare sport, se ci penso che ne ho vinte addirittura due non realizzo ancora. Con Greg (Paltrinieri, ndr) sognavamo di condividere il podio da 5 anni, quindi me li godo entrambi per motivi diversi».
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È l'ora di pranzo, e il menù del giorno a casa Morini-Detti prevede un super gnocco al pesto, prosciutto e melone e l'immancabile schiacciata di Pandarrè: «Mamma veloce, alle 14 c'è la 10 km in Acque Libere e non voglio perdermela...». Sul divano Gabriele è un fiume in piena, racconta a ruota libera la duplice impresa brasiliana e si "coccola" la nomina di outsider: «Mi auguro di esserlo anche fra un anno ai Mondiali di Budapest (ride, ndr); scherzi a parte, salire su un podio accanto a Horton (l'erede di Thorpe e Hackett in Australia) e Sun Yang è un onore e ti fa capire l'entità del risultato che ho ottenuto. Poi nei 1500, Greg oro, Jeager argento e visto che l'appetito vien mangiando, ho visto bene di completarlo io il terzetto».
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Non lo dice a chiare note, ma il forfait al Mondiale di Kazan brucia anche con al collo due bronzi olimpici: «Vedere le gare in tv mi ha dato fastidio e la carica per ripartire a bomba; diciamo che la finale ad un evento iridato è un conto in sospeso che proverò a saldare già dal prossimo anno, senza dimenticare l'edizione in vasca corta in programma a dicembre in Canada».
Sono le 16 in punto, Simone Ruffini e Federico Vanelli non ce l'hanno fatta ad imitare Detti nelle acque di Cobacabana, mentre Gabriele e la mamma Paola Morini (la sorella dello zio-allenatore Stefano...) salgono in macchina con destinazione Porto Ercole. I nonni paterni e il padre Corrado (in servizio sui traghetti che da Piombino portano all'Isola d'Elba) non vedono l'ora di abbracciarlo. Tra qualche giorno, invece, le meritate ferie con la fidanzata Stefania Pirozzi, anche lei azzurra della nazionale di nuoto e olimpionica a Rio de Janeiro. Di nuoto e del centro federale di Ostia se ne riparlerà a settembre inoltrato... ma da quel preciso istante la fame di risultati tornerà ad impossessarsi di Gabriele: «Il Mondiale è uno di quei conti da saldare».
Parole di avvertimento a tutti gli avversari, nessuno escluso. Fate attenzione a Detti. Non è più un bambino, è il bronzo olimpico in carica nei 400 e 1500 stile libero. E' uno fra i più forti mezzofondisti del pianeta. Gabri, facci sognare ancora!
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