Gioco
Frenata azzurra all’Euro League di beach soccer
La Nazionale si è sudata il pareggio contro l’Ucraina dopo le vittorie contro la Germania e la Polonia
Al terzo incrocio della immaginaria avenue che collega Siofok a Catania l’Italia ha trovato un semaforo rosso.
Una frenata brusca, ma indolore, perché nonostante la sconfitta ai rigori contro l’Ucraina nel poco gradevole match di ieri pomeriggio, la Nazionale di Massimiliano Esposito ha comunque concluso in vetta il proprio girone della tappa di Euro League di beach soccer, merito dei due successi di venerdì e sabato contro Germania (5-1) e Polonia (7-6). E nella fase finale di Catania (dal 25 al 28 agosto) darà l’assalto al titolo contando sull’appoggio di un pubblico che la appoggerà incondizionatamente, aspetto tutt’altro che marginale. Ci saranno anche Portogallo, Ucraina, Bielorussia, Germania, Spagna, Russia e Svizzera. Il meglio del panorama continentale, un vero spettacolo. Lotteria dei penalty fatale per gli azzurri contro l’Ucraina. Dal dischetto decisivo l’errore di Palmacci, inutile la trasformazione di Ramacciotti, epilogo amaro di una partita dove le ombre sono state più delle luci: sotto di un gol, la Nazionale ha rimontato con un'intuizione del suo capitano Corosiniti (destro piazzato in buca d'angolo, là dove i portieri avversari mai possono arrivare a mettere un rammendo), ma le è mancato il guizzo per terminare nel migliore dei modi il week-end ungherese, iniziato benissimo con la “manita” rifilata venerdì alla Germania grazie esclusivamente ai viareggini: Gori, a segno due volte, Di Palma, Marinai e Ramacciotti.
Ottime premesse per un fine settimana proseguito con un altro hurrà, quello di sabato contro la Polonia, accompagnato da una massiccia dose di sofferenza: un 7-6 conseguenza di quattro tentativi di allungo, tutti falliti, dell'Italia e di un quinto finalmente riuscito, con la rimonta (nel finale) dei polacchi che non si è concretizzata. Ancora Gori protagonista con la seconda doppietta in due gironi, emulato per l'occasione da Zurlo e Palmacci, oltre al gol di Matteo Marrucci, l'unico viareggino che nel match contro la Germania era rimasto a secco e che ha impiegato giusto ventiquattro ore di più per rimettersi al pari dei concittadini, “Tin-Tin” escluso. È stato proprio lui l’arma in più: 18 centri in azzurro solo nel 2016 che vanno ad aggiungersi ai 54 col Viareggio. In totale fanno 72 in neppure tre mesi, numeri da capogiro.
E sono già tre i titoli personali che Gori si è aggiudicato: capocannoniere di Euro Winners Cup, Coppa Italia e Euro Cup. Come “Re Mida”, ogni pallone che tocca, lo trasforma in oro. La Nazionale ambisce a laurearsi campione d'Europa, ma a settembre trasferirà risorse fisiche e mentali a Jesolo, dove dal 2 all’11 settembre si terranno le qualificazioni al prossimo Mondiale di beach soccer in programma alle Bahamas nel 2017. Gli azzurri sono stati inseriti nel girone con Turchia, Bielorussia e Serbia. Complicato sì, impossibile no. Sarà necessario affrontare poi una seconda fase, incrociando le migliori degli altri raggruppamenti. Pensiero che diverrà prioritario tra un paio di settimane, quando sarà tempo di archiviare la parentesi Euro League.
Un altro viareggino, Andrea Carpita, si unirà agli altri cinque e tornerà a vestirsi d'azzurro. Il giusto riconoscimento per un portiere autore di una stagione da incorniciare, impreziosita col titolo di miglior portiere della Serie A, vinta appena otto giorni fa dai bianconeri di Stefano Santini.
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