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DE BOER ADEGUATI IN FRETTA MAX, DEVI USARE LA SCIABOLA

di CORRADO ORRICO
DE BOER ADEGUATI IN FRETTA MAX, DEVI USARE LA SCIABOLA

di CORRADO ORRICO Nell'intrigo di rapporti tra Mancini e la nuova proprietà dell'Inter che ha portato all'addio del tecnico si colgono due aspetti rilevanti. Il primo, più ovvio, è che Mancini non...

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di CORRADO ORRICO

Nell'intrigo di rapporti tra Mancini e la nuova proprietà dell'Inter che ha portato all'addio del tecnico si colgono due aspetti rilevanti. Il primo, più ovvio, è che Mancini non era l'allenatore adatto al nuovo corso interista. Questo si basa su programmazione e progetti a lunga scadenza, elementi che stridono con le peculiarità dell'ex allenatore, abituato ad avere giocatori pronti per vincere subito. Ma la vera molla che ha fatto scattare la guerra tra le parti è stata l'esclusione di Mancini dagli affari di mercato, boccone troppo amaro da digerire per chi come lui fin da giocatore faceva il “Richelieu” nelle società in cui militava, consigliando acquisti ai presidenti, come ai tempi della Sampdoria di Mantovani.

La frattura insanabile è nata quando Mancini si è ritrovato nell’angolo, ridimensionato dalla proprietà cinese che gli ha lasciato solo incarichi di campo.

L’Inter si presenta comunque al via del campionato tra le pretendenti ai primi posti.

Lo scetticismo che conservo non riguarda il valore della rosa, quanto piuttosto la scelta di affidarsi a De Boer: in Italia quasi tutti gli allenatori stranieri, esclusi Mourinho e gli “italianizzati” che hanno conosciuto il nostro calcio da giocatori, finiscono per fallire. Il tecnico olandese deve capire i meccanismi della Serie A in fretta, senza improbabili rivoluzioni alla Benitez o alla Garcia, ma ricordando piuttosto che ogni squadra ti mette in difficoltà sul piano tattico se non proponi una solida struttura di gioco.

Parlando di tecnici mi aspetto invece più coraggio e decisione da Allegri: in casa Juve ci sono valori immensi, ma anche troppa confusione, con i tanti doppioni in ogni reparto che creano problemi al tecnico. Doppioni che, per prestigio e carattere, non accetteranno di stare in panchina.

Il calcio non concede così tante incognite neppure alla squadra più forte. Si dice che è meglio avere abbondanza di scelte e non il contrario, ma qui sono un po’ troppe e contraddittorie. Sono beghe da risolvere a mercato aperto, così da poter vendere gli scontenti. Allegri deve usare la sciabola e non il fioretto, per poi concentrarsi sull’assetto definitivo della sua Juve, senza stravolgerla ogni tre giorni.

(a cura di Giorgio Carlini)

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