Gioco
Canovi: il mercato cambia e i nostri club si adeguano
L’avvocato Dario Canovi, agente Fifa e decano dei procuratori italiani, memoria storica del nostro calcio e non solo, ci aiuta a trovare la giusta chiave di lettura per l'incredibile aumento delle...
L’avvocato Dario Canovi, agente Fifa e decano dei procuratori italiani, memoria storica del nostro calcio e non solo, ci aiuta a trovare la giusta chiave di lettura per l'incredibile aumento delle quotazione dei difensori.
«Molto dipende dalla carenza di materia prima, dalla mancanza di talento; questo è un momento del calcio internazionale nel quale i difensori di livello internazionale latitano. E chi li ha se li tiene ben stretti, penso alla Juve che ha rifiutato 60 milioni per Bonucci. Ciò comporta lo schizzare verso l’alto delle quotazioni, fino ad arrivare ai 56 + bonus per Stones, buon difensore ma che deve ancora dimostrare tutto. Del resto se agli Europei non ha giocato neanche l’un motivo ci sarà. A meno che Hodgson non sia un autolesionista. Francamente una quotazione folle».
Un gioco al rialzo forse, ma anche una penuria che fa male al calcio e alle tasche delle società di casa nostra.
«Bisogna infatti considerare l’arrivo dei cinesi dal portafoglio a fisarmonica, l’acquisto di Pellè docet, e le grandi disponibilità economiche delle società di Premier League, grazie ai super introiti garantiti dai diritti televisivi. Tanto per capire, in Italia siamo contenti se intaschiamo un miliardo, in Inghilterra superano i 3,5. E le quotazioni esplodono. Arrivando a cifre assurde; pensavo che i 50 spesi, male, dal PSG per David Luiz fossero irripetibili ed invece il City, con Stones, ha fatto peggio. Una tendenza che sta prendendo piede anche in Italia».
«Le società italiane si adeguano, e talvolta esagerano, come ha fatto il Milan per Romagnoli la passata stagione. Il ragazzo è bravo ma non vale 25 milioni. Basti pensare che il Torino sta respingendo la super offerta di 23, + 4 di bonus, milioni del Napoli per Maksimovic o quella del Chelsea per Koulibaly. 50 milioni per un difensore che ha giocato bene solo nell'ultima stagione, grazie a Maurizio Sarri abilissimo a tirar fuori il meglio dal centrale senegalese. Se poi consideriamo che sul tavolo di Sabatini piovono offerte di decine di milioni per Manolas, buon giocatore ma non certo un fuoriclasse, mi sorge spontanea una domanda; in un mercato del genere quando varrebbe un fuoriclasse come Alessandro Nesta? Secondo me non basterebbero 100 milioni».
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