Gioco
Fuoricampo negli States Azzurra vola a Kansas
La livornese Baroncini, 16 anni, era in serie A con la Sestese e ha scelto l’America «Vivrò 10 mesi nel Missouri, sarà un’esperienza meravigliosa tra sport e scuola»
LIVORNO. Azzurra non ha mai attraversato l’oceano, ma stavolta non si tratta di una semplice vacanza o di un viaggio-premio per aver partecipato a un concorso qualsiasi. In palio c’è qualcosa di molto più importante, 10 mesi negli States dove la 16enne - oltre a studiare - potrà praticare la sua principale passione, il softball.
«All’inizio avevo deciso di andare là non per il softball, ma per studiare e imparare la lingua - spiega Azzurra Baroncini, ricevitrice livornese in forza alla Sestese, nella Serie A del softball - ho contattato per questo un’agenzia di Padova che si occupa di organizzare scambi fra studenti di diverse nazionalità. Ho scelto il programma Exchange, dove non è possibile scegliere né la scuola né la città in cui si andrà. Loro ti trovano una famiglia a seconda della presentazione che fai e mi è toccata Kansas, nel Missouri: lì giocherò nella squadra di softball della Winnetonka High School e vivrò con una famiglia del posto che per 10 mesi, in pratica, mi adotterà». Fra 10 mesi Azzurra, che è appena partita per gli Stati Uniti d’America, tornerà a Livorno e sosterrà gli esami per essere ammessa alla quinta superiore del Vespucci, scuola che attualmente frequenta.
Ma parliamo della tua prima passione, il softball.
«Ho iniziato a giocare quando avevo 10 anni. Prima giocavo a baseball perché mio fratello Alessio lo faceva, poi quando arrivi a 13 anni devi per forza iniziare il softball e così ho fatto. Dopo tanti anni a Livorno, però, ho deciso di trasferirmi a Sesto: lì la squadra della Sestese gioca nella Isl, la Serie A del softball».
E lo scorso 2 aprile è arrivata una bella soddisfazione...
«Era la prima volta che andavo a battere nella massima serie, sono entrata durante la partita e ho fatto un fuoricampo alla prima palla che mi hanno lanciato: non succede quasi mai ed è stata una gioia unica. Inoltre ero la più giovane della squadra, erano tutte lì a esultare per me ed è stato incredibile».
Un home run storico, ma com’è andato il campionato?
«Non è andato male, anche se siamo arrivate solo penultime del girone. All'inizio battevo una, massimo due volte a partita. Poi, nel girone di ritorno, gli allenatori della Sestese hanno imparato a conoscermi e mi hanno dato più spazio in campo».
E la tua vita è diventata davvero impegnativa...
«Un giorno a settimana, il lunedì, andavo a Firenze per allenarmi. Il resto della settimana lo passavo qui a Livorno ad allenarmi in palestra e ad andare a scuola. Se il softball è uno sport duro per una femmina? Ma no, duro non direi, devi fare dei sacrifici, ma quello per qualsiasi cosa».
Cosa sai di Kansas City?
«La mia famiglia ospitante mi ha mandato in regalo un libro con tutte le cose che ci sono da visitare là. È famosa per le fontane e tutto è immerso nel verde: non è una città urbana, ma ci sono anche tanti musei. Sarà bello. E poi ci sono i Royals, la squadra della Major League».
Insomma, non ti allontani mai dal diamante...
«No, questa è la mia vita. Nell’ultimo periodo ho partecipato anche a un torneo con la selezione regionale, poi la partenza per New York. E da lì a Kansas, dove starò per 10 mesi alternando la scuola e il softball. Sarà un’esperienza meravigliosa».
Sensazioni?
«A parte un po’ di paura sul volo, sono contenta. Sarà un’avventura indimenticabile sotto ogni aspetto». Ma se a 16 anni non hai paura a scagliare quella palla più lontano possibile, come successo sul campo quel famoso 2 aprile, di certo non ti può spaventare un volo che attraversa l’oceano.
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