Gioco
Maledetta Lega Pro: tentativo a vuoto per il regista Pinzi
Il centrocampista è svincolato ma non vuole chiudere in C L’attacco dipende da Favilli: se parte ecco una seconda punta
LIVORNO. La ricerca del centrocampista a cui consegnare le chiavi della cabina di regia del Livorno continua senza soluzione di continuità. Come anticipato nell’edizione di ieri, da Padova è arrivata una spruzzata d’acqua fredda nebulizzata sull’ipotesi Manuel Giandonato: «Da Livorno non abbiamo più sentito nessuno», ha dichiarato il dg dei biancoscudati Zamuner. E allora ciao. Forse ritroveremo il ragazzo da avversario perché questo playmaker dai piedi buoni, visto l’anno scorso a Lanciano, è finito nell’orbita del Siena.
IL NOME NUOVO. Archiviata la pista-Giandonato ne è subito spuntata un’altra di grande spessore. Il Livorno infatti si è messo sulle tracce di Giampiero Pinzi, 35 anni, quasi 400 presenze in serie A con le maglie di Udinese e Chievo. Con i gialloblù ha disputato l’ultima stagione nella massima serie nella quale è sceso in campo in 18 occasioni.
Pinzi è il prototipo di giocatore che manca nello scacchiere tattico di Foscarini perché può giocare davanti alla difesa e anche dietro le punte. In altri termini può indifferentemente fungere da vertice basso (la soluzione più naturale) o alto del rombo di centrocampo. Davvero niente male. Pinzi tra l’altro è un giocatore fisicamente integro perché la sua stagione più difficile e condizionata da infortuni risale al 2007/08. Il centrocampista cresciuto nel vivaio della Lazio al momento è svincolato (ha risolto il suo contratto con il Chievo Verona) per cui il Livorno può prenderlo liberamente pagando solo il costo dell’ingaggio.
Al giocatore è già arrivata una proposta da parte della società che è entrata di fatto in concorrenza con l’Avellino e soprattutto il Vicenza, che sta spingendo in attesa di una risposta. Anche in questo caso però il Livorno parte sfavorito perché - come già accaduto di recente quando fu contattato Maresca - l’ex Chievo non è affatto convinto di scendere fino in Lega Pro per spendere gli ultimi anni della sua carriera. Serviranno pazienza, diplomazia e un’offerta economica decorosa altrimenti anche questa trattativa rischia di morire sul nascere.
ATTACCO: LA SITUAZIONE. Una discorso a parte va fatto per il reparto offensivo. Andrea Favilli si è unito ieri ai compagni di squadra, ma non è escluso che da qui alla fine del mercato possa essere ceduto. D’altronde di offerte per il giocatore, sul tavolo di Aldo Spinelli, ne arrivano almeno due o tre al giorno e dalle parti più disparate d’Europa per cui diventa sempre più difficile resistere alla tentazione di fare cassa.
Se Favilli va via, il Livorno deve prendere un’altra punta che abbia nel suo Dna la duttilità. In pratica un giocatore che se gioca sull’esterno sia in grado di saltare l’uomo e creare superiorità, ma che sia anche capace di giocare sulla trequarti o da seconda punta. L’identikit sembra avere i connotati di Aniello Cutolo il cui nome potrebbe tornare prepotentemente d’attualità. Alcune settimane fa il giocatore (ancora in forza alla Virtus Entella) sembrava sul punto di firmare per il Parma. I ducali però hanno poi virato su Calaiò e la pista-Cutolo è sfumata. Aniello, che al pari di Pinzi non era entusiasta all’idea di giocare in Lega Pro, sembra che stia ammorbidendo la sua posizione e quindi la trattativa - sempre che Favilli sia in uscita - potrebbe ripartire. Tutto questo, però non si verificherà prima di Ferragosto. Fino ad allora a lavorare saranno i telefoni dei dirigenti amaranto.
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