Gioco
Greg, scherma e sogni a Rio «Nel 2024 ci sarò anch’io...»
Il campione italiano Isolani, 12 anni, è in Brasile con i genitori per vedere i suoi idoli «Che emozione seguire Baldini, Montano e Garozzo, il fioretto è tutta la mia vita»
LIVORNO. Su e giù di corsa per l’Arena Carioca 3 di Rio de Janeiro, a caccia di foto e autografi dei suoi idoli. Per Gregorio Isolani, campione italiano di scherma nella categoria Giovanissimi, un’avventura straordinaria e una marea di emozioni. «Emozioni a palla!», come dice lui, 12 anni e una passione infinita per la scherma. A fargli questo bel regalo mamma Irene Foresi e babbo Massimiliano, volati in Brasile insieme a Gregorio lo scorso 27 luglio per assistere in diretta ai Giochi di Rio. «Rimarremo in Brasile fino a domenica, poi purtroppo dovremo tornare alla quotidianità - le parole di mamma Irene da Rio - intanto però ci godiamo questa irripetibile e indimenticabile vacanza».
Una vacanza tra sogni e realtà per il piccolo Gregorio. «Alle prossime Olimpiadi di Tokyo, avrò solamente 16 anni e quindi sarò ancora troppo piccolo, ma nel 2024 avrò vent’anni e su quelle pedane, con il fioretto e la maglia azzurra addosso, voglio esserci anch’io». Gregorio, ironia della sorte, con le gare a cinque cerchi sembra avere un rapporto speciale, sembra essere un predestinato. Oltre a vivere in diretta questi magnifici momenti, nel 2004 - quando Aldo Montano, 84 anni dopo Nedo Nadi, conquistò la storica medaglia d’oro nella sciabola individuale e mostrò per la prima volta al mondo lo striscione con lo “0586” - lui era appena nato. E Montano, tra l’altro, oggi sarà in pedana per cercare di fare il bis di quella storica medaglia e ricordare al mondo che a Livorno, sulle gloriose pedane del Fides e ultimamente anche da altre parti (Accademia della Scherma), i talenti nella scherma crescono come funghi da circa un secolo.
Uno degli ultimi giovani campioncini nati e cresciuti sulle prolifiche pedane del circolo più medagliato del mondo è proprio Gregorio. Un bambino che con il fioretto in mano ha già conquistato una quantità industriale di trofei, molti anche a livello nazionale. Perché per lui la scherma da cinque anni, dopo aver messo nell’oblio la ginnastica artistica e non aver trovato nel basket gli stimoli giusti, si è subito innamorato di questo sport. «Questo è il mio mondo» ha detto e ripetuto anche in questi giorni ai genitori. L’ultima perla italiana con il fioretto in mano è arrivata a fine aprile a Riccione, nel 53esimo Gran premio Giovanissimi “Renzo Nostini”, che in pratica è il campionato italiano Under 14 di scherma (categoria Giovanissimi, atleti nati nel 2004).
«Gregorio – spiega mamma Irene - sta vivendo, con gli occhi spalancati, una favola magica. E spera di imitare “Dani”, come lo chiama lui, e di partecipare da atleta ai giochi olimpici con a bordo pedana Giuseppe Pierucci, un maestro con cui ha un legame davvero speciale». Con “Dani”, il baby Isolani intende Daniele Garozzo, che tre giorni fa ha fatto risuonare sulle pedane della stupenda Arena carioca l’inno di Mameli, proprio davanti ai suoi occhi. E con i suoi occhi spera oggi di veder trionfare, con il fioretto in mano, Elisa Di Francisca o Arianna Errigo nella prova individuale femminile. Tutto in attesa di trovare i biglietti per le prove di Montano, biglietti che però sembrano introvabili. «Venerdì – conclude mamma Irene - saremo invece sugli spalti a fare il tifo per gli azzurri impegnati nella prova a squadre di fioretto maschile, con la speranza di veder bissare il successo di Londra. Una gara nella quale sarà impegnato anche Andrea Baldini, uno degli idoli di Gregorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
