Lutto
TURRINI, LO SCRITTORE E IL GEMELLO
di FEDERICO LAZZOTTI Gemelli diversi Gabriele Detti e Federico Turrini, facce della stessa medaglia, vincente da un lato, crudele dall'altra: livornesi di scoglio entrambi, impegnati nella stessa...
di FEDERICO LAZZOTTI
Gemelli diversi Gabriele Detti e Federico Turrini, facce della stessa medaglia, vincente da un lato, crudele dall'altra: livornesi di scoglio entrambi, impegnati nella stessa distanza ma in stili e con stile diversi. Il primo oggi è in vetta all'Olimpo dell'acqua, bello e fotogenico come un attore di Hollywood mentre tocca la medaglia di bronzo appena conquistata nei 400 stile; deluso e arrabbiato il secondo che vede annegare il sogno di una finale dei 400 misti con indosso un costume di un verde senza una tonalità di speranza. Osannato Gabri da mille messaggi di congratulazioni: Renzi, Allegri e il sindaco di Livorno Nogarin, in primis.
Solo in una stanza del villaggio olimpico con il suo tablet il “Turro” che scrive un lungo messaggio ai suoi tifosi a poche ore dalla gara che gli ha fatto più male. Venti righe in cui ammette che «non ne aveva», riconosce «di non aver venduto cara la pelle» come accade di solito. E come esempio di riscatto dopo aver visto schizzare via le sue speranze nell’Olympic center di Rio - sarebbe bastato un tempo che ha nelle sue bracciate per entrare nei magnifici otto - cita un passaggio dello scrittore Don Winslow: “Ti potranno anche buttare giù, ma dovranno fare così tanta fatica da ricordarselo per sempre, da augurarsi di non trovare mai più uno come te sulla propria strada”.
È quello che ha fatto per due volte Detti nella sua seppur giovane carriera; non ha ancora 22 anni. Nell'estate 2003, quando ne aveva appena nove, cadde tra gli scogli sull’isola di Capraia. Lo raccolse il padre Corrado, marittimo della Toremar: gamba rotta e il rischio di non camminare più come prima. Da quell'infortunio Gabri si è rialzato e tuffato di nuovo in piscina. Lo stesso ha fatto lo scorso anno quando un virus gli ha tolto la chance di andare ai mondiali di Kazan. Ecco perché le ultime parole di Turrini sembrano una profezia: «Ho ancora un’altra gara da fare e cercherò di affrontarla al meglio ma non nascondo che la delusione è tanta e fa male». Come dargli torto. Intanto onestà e caparbietà valgono come una medaglia. Gabriele lo sa bene, Turrini ora può scoprirlo solo con le sue mani, nuotando ancora più forte.
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