Italia
È padel-mania Via alla sfida cotta e mangiata
Esplode in Toscana il tennis in «gabbia» Cinque centri in un anno: Follonica in testa
di ALFREDO FAETTI
È nato in Messico, è esploso in Spagna ed ora è arrivato in Toscana. Tra le molte varianti del tennis che si sono susseguite negli ultimi anni, il padel sembra essersi conquistato un posto di rilievo, dato il numero crescente di persone che si stanno avvicinando a questo sport. Il primo campo nella nostra regione è stato realizzato a Follonica appena un anno fa e oggi conta 151 iscritti: nessun circolo italiano ha fatto meglio nel 2015. «È un gioco semplice e diretto, che possono praticare anche due babbi con i rispettivi figli – dicono dal campo maremmano Padel Club EM7 – Come lo ha definito qualcuno, è uno sport social perché aperto e accessibile a tutti».
La differenza sostanziale rispetto a tutte le altre varianti del tennis sono le sponde lungo il campo, alte circa tre metri, su cui la pallina può rimbalzare almeno una volta, prima di essere rispedita nella metà campo avversaria. Anzi: non può, ma la pallina deve essere fatta rimbalzare per assestare meglio un colpo vincente. Oggi la Toscana conta quattro campi di padel, nati tutti nell'ultimo anno tra le province di Grosseto, Livorno e Massa. Il primo è stato a Follonica (a cui se n'è già aggiunto un secondo), poi è arrivato Orbetello, San Vincenzo e infine Borgo a Buggiano. Ma se gli ultimi tre sono ancora realtà in fasce, a Follonica è stata formata subito anche una squadra che ha disputato l'ultimo campionato di Serie D: i risultati non sono stati ottimali, ma l'importante era esordire su questo nuovo palcoscenico. «La voce su questo gioco ha fatto presto a girare, e oggi abbiamo i campi pieni tutti i giorni – spiega Andrea Di Lazzaro, istruttore sia di tennis che di padel – Le differenze? Beh, soprattutto riguardano le barriere" dice. Il padel, mix di elementi tra tennis e squash, funziona così: si gioca a coppia (come nel doppio) in campo ridotto rispetto a quello tradizionale, si impugna una racchetta o meglio una pagaia in carbonio o fibra di vetro, e si vince alla meglio dei tre set. Il punteggio infatti è uguale al tennis. Il giocatore può colpire la pallina di volèe oppure dopo che ha rimbalzato sul campo e su una delle sponde, in modo da mandarla nella metà campo avversaria, ma non sulle barriere. Per farlo, può anche aiutarsi indirizzando la palla verso una barriera della propria metà campo, cercando così di creare traiettorie insidiose. Il punto viene assegnato quando la pallina rimbalza più di una volta o sul campo o sulle sponde. «Serve una tecnica diversa rispetto a quella del tennis - continua Di Lazzaro - capace di assestare colpi precisi: qua la sponda diventa un'amica». C'è lo smash (la schiacciata) nel padel, ma anche colpi particolari, come il “banesca”, che appunto porta a inviare la palla nell'altra metà campo vicino alle sponde, così da mettere in difficoltà l'avversario. Banesca è una parola dalla chiara radice spagnola e ci riporta alle origini di questo gioco, nato in Messico all'inizio degli anni Settanta quando un appassionato di tennis, Enrique Corcurea, decise di costruirsi un campo vicino casa ma l'unico spazio che aveva a disposizione era incastrato in mezzo a muri alti tre metri. Le migliori idee, del resto, vengono sempre per caso. Il nuovo gioco esplose in breve tempo in Sud America e negli anni Novanta è sbarcato in Spagna. È qui che lo ha conosciuto Enrico Mariotti, grossetano, campione di hockey su pista, vincitore di diversi scudetti e della Coppa Campioni con la maglia del Follonica. Sarà forse per questi vecchi e cari ricordi che Mariotti ha deciso di portare in quella città che lo ha tanto amato il padel, costruendo un campo nel 2015 e un altro pochi giorni fa. Il club follonichese, di cui è presidente, porta anche le sue iniziali nel nome: EM7, dove il sette sta per la sua storica maglia da gioco di hockey. Pochi mesi e la città maremmana aveva già una sua squadra di Serie B, con tre coppie maschili e una femminile: non essendoci altre realtà toscane, il Follonica è finito così per essere sopraffatto nel girone romano, dove il padel è sbarcato già da diversi anni. «Il prossimo anno miglioreremo», ammiccano dal club. Diversa è la situazione negli altri campi toscani, nati negli ultimi mesi (Borgo a Buggiano pochi giorni fa), dove ancora si aspetta che gli iscritti aumentino. E viste le prenotazioni, c'è di che essere ottimisti. Anche a Follonica comunque si guarda al futuro, cercando di essere ancora una volta pionieri. «Vogliamo organizzare corsi per bambini - spiegano dal club - Ad oggi, un servizio simile viene offerto solo a Padova. Noi vogliamo essere i primi in Toscana. È un gioco diretto e semplice, che piace a tutti».
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