Gioco
Raul, campione non a Caso «Il segreto è il sacrificio»
A 11 anni ha conquistato il titolo italiano di lotta libera nella categoria Ragazzi «Questo sport aiuta a formare il carattere, per me Igor Nencioni è un maestro»
LIVORNO. C’è un nuovo campione italiano in città. Si tratta di Raul Caso. Ha appena 11 anni, ma è già salito sul tetto d’Italia nella categoria Ragazzi di lotta libera. Il suo è l’ennesimo successo della Livorno Fight Team, la società del plurititolato fighter Igor Nencioni. Caso ha spiegato i motivi del suo successo: «Mi alleno davvero tanto - ha dichiarato - fino a un’ora e mezzo al giorno e cinque volte a settimana. Insomma, il sacrificio c’è, ma è stato ripagato dalla soddisfazione del titolo appena conquistato. Questo è uno sport molto duro e senza applicarsi non si va da nessuna parte».
Occhi furbi, capelli raccolti in sottili treccine, Raul ha illustrato le sue caratteristiche tecniche: «Le finte e la velocità sono le armi con cui metto in difficoltà i miei avversari. Tutto questo è il frutto della preparazione». L’attività agonistica non condiziona il suo rendimento scolastico: «Sono stato promosso in seconda media. A scuola non ho problemi». Inevitabile poi parlare del suo allenatore, Igor Nencioni: «Per me è un maestro. Ha la grande capacità di tirare fuori il meglio da ogni suo atleta. Riesce a motivarci oltre che a prepararci sul piano tecnico. Se ho vinto il tiolo devo ringraziare lui e anche mio padre che ogni giorni mi accompagna ad allenarmi. Senza di loro non ce l’avrei fatta».
Il piccolo Raul pensa già al futuro, al prossimo obiettivo da centrare: «Dopo il titolo Ragazzi punto a quello Esordienti B, che è la categoria successiva». E la tentazione di dedicarsi ad altre discipline meno dure? «No, no - ha risposto deciso Raul Caso - la lotta libera è speciale anche perchè aiuta a formare il carattere e quindi può servire nella vita di tutti i giorni. Non la cambierei con nessun altro sport al mondo. Fino a due anni fa praticavo karate, ma mi mancava il contatto con l’avversario. Volevo uno sport di contatto e l'ho trovato».
Fabrizio Pucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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