Il Tirreno

Livorno

Igor e le emozioni del primo mese «Quanti brividi»

di Fabrizio Pucci
Igor e le emozioni del primo mese «Quanti brividi»

Protti racconta il grande ritorno e calma la piazza «La rosa è fatta quasi al 90%, ci sarà da lottare»

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LIVORNO. L’abbraccio degli storici amici del Club Magnozzi, quelli che lo hanno visto ragazzino quando arrivò a Livorno nel lontano 1985. Poi 8 minuti di lectio magistralis sul senso di appartenenza e il valore assoluto della maglia amaranto. Tutti in piedi perché quando parla Igor Protti non c’è da fare altro che alzarsi ed ascoltare. Invitato dall’organizzazione di tifosi più antica della città, l’uomo simbolo del Livorno, nella sua prima uscita pubblica da quando ricopre l’incarico di club manager ha ricevuto l’abbraccio di tanti tifosi e ha illustrato quello che dovrebbe essere il giusto approccio alla nuova stagione, che sancisce l’amaro ritorno nella vecchia serie C.

VALORI ASSOLUTI. Protti ha subito toccato le corde della sensibilità dei tifosi: «Dicono che gli amici si vedano nel momento del bisogno – ha dichiarato – e siccome mi ritengo un amico del Livorno, sono tornato nel momento più difficile della nostra storia recente e con l’obiettivo di trasmettere all’interno dello spogliatoio i nostri valori che sono il senso di appartenenza, l’attaccamento alla maglia, lo spirito di sacrificio e il rispetto di chi va a vedere la squadra». Deciso, ma pure umile, Protti ha assicurato la massima dedizione alla causa: «Non ho la bacchetta magica. Non sono nessuno per poter cambiare le cose da un giorno all’altro, ma posso assicurare l’impegno totale».

IL MESSAGGIO AI TIFOSI. Protti, tornato un mesetto fa, ha sempre avuto un rapporto privilegiato con la tifoseria e proprio a chi ha il sangue amaranto ha indirizzato le parole più toccanti: «Dopo la retrocessione dell’anno scorso dobbiamo ripartire da zero tutti insieme. Al momento – ha proseguito - non sono in grado di chiedere a tutti di venire allo stadio. Chi se la sente e vuole starci vicino sarà al nostro fianco anche perché sa quanto è importante per noi». Massimo rispetto anche nei confronti di chi invece, proprio non ce la fa a sostenere la squadra dal vivo: «Comprendo anche quanti oggi sono delusi e non hanno entusiasmo per essere coinvolti in questa categoria che non ci appartiene, ma che nostro malgrado ci vede ai nastri di partenza».

LIVORNO COME UN FIGLIO. Proprio su questo aspetto, Protti ha fatto una puntualizzazione di grande spessore: «Ho sempre pensato - ha detto tra gli applausi - che quando si ama qualcosa la categoria è importante, ma non fa la differenza. Non credo che se nostro figlio fa l’ingegnere lo amiamo e se invece è un operaio, lo amiamo meno. La fede sportiva può essere paragonata al sentimento per un familiare».

PANE DURO. Non poteva mancare il riferimento al prossimo campionato. Protti ha preferito non parlare della squadra e si è limitato a dire che «i ragazzi stanno lavorando bene» e che «la rosa è fatta all’85-90%». Igor ha però messo in guadia i tifosi che sognano di fare una passeggiata in Lega Pro: «Vi garantisco che ci sarà da lottare, da combattere dovunque e contro chiunque. Tutti ci aspetteranno per fare la partita della vita perché noi proveniamo da 14 anni trascorsi fra serie A e B e siamo l’avversario di maggior prestigio. Non promettiamo di vincere tutte le settimane. Sarebbe da incoscienti, ma rassicuriamo i nostri tifosi che daremo tutto».

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