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Il Livorno non gira Foscarini riflette e prova la difesa a 4

di Fabrizio Pucci
Il Livorno non gira Foscarini riflette e prova la difesa a 4

Rivoluzione tattica dopo le sconfitte in Coppa Italia e a Massa In attesa del regista, ecco il rombo con Venitucci trequartista

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LIVORNO. Difesa a 3 o a 4? Neanche Claudio Foscarini sembra essere immune dal dilemma che in anni recenti ha angustiato gli allenatori del Livorno.

PENSIERI E PAROLE. Lucio Battisti non c’entra nulla. Il riferimento è proprio al tecnico amaranto che il giorno del raduno disse: «Questo Livorno sembra adatto a giocare con la difesa a 3». Quelle erano le parole. Adesso ci sono i pensieri, che sono stati generati dalle sconfitte con la Juve Stabia (Coppa Italia) e la Massese (amichevole). Due ko diversi per forma e sostanza, ma legati da un minimo comun denominatore: qualche sofferenza di troppo nella fase difensiva nonostante siano stati sperimentati entrambi i moduli. Contro le Vespe il Livorno ha giocato con i tre dietro e il centrocampo folto. Agli “Oliveti” nel primo tempo è stato varato il 4-3-1-2 mantenuto per tutti i primi 45 minuti prima di tornare all’antico.

VAI COL ROMBO. Premesso che ogni squadra – dalla quella scalcinata alla più ambiziosa – deve saper interpretare diversi moduli, a questo punto la scelta definitiva di Foscarini non è più procrastinabile. Negli ultimi giorni il tecnico veneto ha concentrato la sua attenzione sul 4-3-1-2 (Venitucci trequartista) a cui è stata data la priorità in allenamento. Si tratta di una scelta ponderata e figlia della constatazione che tanti piccoli automatismi sono ancora farraginosi. Ogni schema, però, deve avere i propri attori e la virata sulla difesa a 4 potrebbe produrre effetti sulle strategie di mercato. In questo caso, però, il condizionale è d’obbligo perché nessuna trattativa è stata soggetta a un colpo di acceleratore. Anzi. A dirla tutta la società continua a ribadire che l’unico ruolo da coprire è quello di regista.

ALCIBIADE E GORI NO. Nessun dirigente ha rilasciato dichiarazioni, ma fonti vicinissime alla società hanno lasciato intendere che i nomi accostati ieri al Livorno sono vere e proprie bufale: le classiche voci messe in giro ad arte dai procuratori per fare un po’ di fuffa e polvere attorno ai loro assististi. Sono quindi – per il momento – da ritenere destituite di fondamento le piste che portano al portiere del Benevento Pier Graziano Gori e al difensore Raffaele Alcibiade, svincolato dopo la recente esperienza con il Lecce. In porta, infatti, si giocheranno il posto da titolare Falcone e Vono (con il primo che pare favorito) e dietro non ci sono falle grazie alla duttilità di giocatori come Lambrughi e Gasbarro che possono giocare sia a sinistra che al centro.

LA FACCIA DEL LIVORNO. Se, come sembra, il modulo con la difesa a 4 pare destinato a soppiantare il 3-5-2, ecco che gli amaranto, a partire dalla prossima amichevole in programma mercoledì sera sul campo del Ponsacco, potrebbero essere schierati con questo undici: Falcone (Vono); Toninelli, Gonnelli (Borghese), Lambrughi, Gasbarro (Grillo); Marchi, Luci, Ferchichi; Venitucci; Cellini, Vantaggiato. Un supplemento di attenzione lo merita il centrocampo. Manca il playmaker basso che nella grafica indichiamo con una “X” e che a Ponsacco potrebbe essere Luci (oppure il baby Gemmi come con la Juve Stabia). In condizioni normali il rombo prevede il capitano a fare da frangiflutti insieme a Marchi e Venitucci a fare il tre quartista, mentre Ferchichi slitta in panchina. Pochi dubbi sull’attacco. In attesa di capire quale sarà il futuro di Favilli, forse non sarebbe male iniziare a monitorare il mercato perché se dovesse partire Andrea la coperta rischia di essere corta a prescindere dai pensieri di Foscarini e dalle disquisizioni tattiche su 3-5-2 o 4-3-1-2.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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