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IL CASO

Protti finisce nei guai: un mese di squalifica e 5mila euro di multa

LIVORNO. Strano mondo, quello del calcio. Fino a pochi anni fa valeva tutto, anche chiudere un arbitro nel suo spogliatoio e (quasi) buttare via la chiave. Oggi destano invece sospetto – e sono...

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LIVORNO. Strano mondo, quello del calcio. Fino a pochi anni fa valeva tutto, anche chiudere un arbitro nel suo spogliatoio e (quasi) buttare via la chiave. Oggi destano invece sospetto – e sono passibili di provvedimenti disciplinari - anche i sospiri. Nelle maglie della giustizia sportiva è finito anche Igor Protti. Il club manager del Livorno si è visto comminare dalla sezione disciplinare del Tribunale federale una squalifica di un mese e un’ammenda di 5mila euro per un episodio accaduto nei mesi scorsi, quando ricopriva il ruolo di ds del Tuttocuoio. Roba vecchia di gennaio e tornata d’attualità in questi giorni. Il suo deferimento risale al 10 giugno.

Il motivo? Dopo la partita Tuttocuoio-Spal del 10 gennaio scorso, durante la quale evidentemente alcune decisioni del direttore di gara non furono favorevoli ai neroverdi, secondo la Procura federale Protti avrebbe chiesto a Paolo Bergamo di contattare Christian Brighi, componente della Can di Lega Pro e vice designatore arbitrale, per chiedere a quest’ultimo spiegazioni sull’arbitraggio della partita tra i toscani e gli estensi. Nulla di losco, nulla che fosse teso al condizionamento di Brighi al fine di ottenere favori futuri per il Tuttocuoio. Solo la semplice richiesta di chiarimenti e spiegazioni. Eppure tanto è bastato per mettere in moto la giustizia sportiva che ha appena emesso la sentenza. Oltre Protti, è stata punita anche la società neroverde con una multa di 1500 euro.

Infine la curiosità: Christian Brighi arbitrò la celebre Treviso-Livorno del 28 aprile 2002 decisa dallo storico gol di Protti che aprì le porte del paradiso della serie B agli amaranto dopo 30 anni. Corsi e ricorsi storici.

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