Il Tirreno

Livorno

Scherma, premiata fabbrica di medaglie Ma niente Dream team

Scherma, premiata fabbrica di medaglie Ma niente Dream team

RIO DE JANEIRO. È da sempre la «cassaforte» delle medaglie olimpiche, una fabbrica sempre in funzione. La scherma azzurra si presenta a Rio carica di speranze, sebbene «mutilata» di due carte...

3 MINUTI DI LETTURA





RIO DE JANEIRO. È da sempre la «cassaforte» delle medaglie olimpiche, una fabbrica sempre in funzione. La scherma azzurra si presenta a Rio carica di speranze, sebbene «mutilata» di due carte importanti. Nel programma olimpico dei Giochi mancheranno infatti le gare a squadre di fioretto femminile e di sciabola maschile, limitando così le possibilità di impinguare in maniera importante il già ricco palmares che parla di 121 medaglie, che pongono questa disciplina sul tetto dello sport italiano. Dalle Olimpiadi di Anversa del 1920, che incoronarono la leggenda di Nedo Nadi con la conquista di ben cinque medaglie d'oro, fino a oggi, la scherma azzurra ha conquistato 48 ori, 40 argenti e 33 bronzi: un record di eccezionale spessore che incorona questa disciplina come la più medagliata dello sport olimpico italiano. Per via dell'assenza di due gare «punte di diamante» della scherma azzurra, difficilmente Rio potrà ripetere gli exploit di Londra (3 ori, 1 argento, 3 bronzi), Pechino (2 ori e 5 bronzi), Sydney 2000 (3 ori e due bronzi) e Atene 2004 (2 ori, 2 argenti e 1 bronzo). Tra la prima e l'ultima medaglia c'è una passerella fatta di grandissimi nomi della scherma italiana: dalle storiche medaglie d'oro di Nadi alle 16 medaglie dei fratelli Mangiarotti (13 del grande Edoardo e 3 di Dario), sino a Valentina Vezzali che, col suo carico di 6 ori olimpici, 1 argento e 2 bronzi, ha appeso ad aprile il fioretto al chiodo. Le speranze in terra brasiliana sono affidate ai talenti di Elisa Di Francisca ed Arianna Errigo, dominatrici della finale olimpica di quattro anni fa in Inghilterra, gli intramontabili Aldo Montano ed Andrea Cassarà, ma anche Giorgio Avola ed Andrea Baldini, campioni olimpici a squadre a Londra, e Diego Occhiuzzi, argento individuale nella sciabola a Londra. Ma i Giochi Olimpici sono anche occasione di exploit per le nuove leve. Occhi puntati infatti su Rossella Fiamingo, unica spadista azzurra in gara che arriva a Rio con al collo i titoli iridati del 2014 e del 2015, ma attenzione rivolta anche al fiorettista Daniele Garozzo, al fratello spadista Enrico ed alla squadra di spada maschile composta, tra gli altri dall'iridato 2011 Paolo Pizzo. Sorprese possono giungere anche dalla sciabola femminile che, per la prima volta nella storia, vedrà l'Italia al via nella gara a squadre. Ma sulla strada verso il sogno, gli azzurri incontreranno avversari assai agguerriti e, soprattutto, nuove realtà che possono puntare al podio olimpico. Nella sciabola, coreani e anche iraniani potrebbero inserirsi nella lotta per le medaglie individuali, frapponendosi all'egemonia russa-ungherese-italiana-tedesca. Sfida nella sfida saranno i derby: gli azzurri di fioretto troveranno a fondo pedana della squadra maschile e femminile della Russia, Stefano Cerioni che quattro anni fa era alla loro guida nella corsa verso l'oro. È volato alla corte del Cremlino anche Angelo Mazzoni che, dopo i successi da spadista azzurro e dopo aver seguito da maestro la cavalcata per l'oro di Matteo Tagliariol a Pechino, è oggi il ct della Nazionale russa di spada maschile. Parla italiano anche il ct della Nazionale di fioretto femminile tedesca: Andrea Magro, che seguì gli azzurri di fioretto e sciabola sino ai Giochi del 2008.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web