Toscana
Pisa sotto choc il futuro è Zeman
C’è chi spera di ricucire con Gattuso, servirebbe un miracolo
C’è gente che spende un sacco di soldi per i luna park più famosi, mentre a Pisa le montagne russe sono gratis e ormai giornaliere. La notizia ieri è giunta come un fulmine, ma non a ciel sereno: l’allenatore Rino Gattuso ha rassegnato le dimissioni insieme a tutto il suo staff e se ne è tornato a Gallarate.
Le dimissioni sono arrivate, dice l’ex campione del mondo, «in seguito ai nuovi, gravi, costanti e inaccettabili problemi societari, che impediscono una corretta e seria condizione lavorativa». Secondo il tecnico «le ambiguità all'interno del club e nella sua gestione hanno decisamente oltrepassato il limite. Avevo sperato che la situazione si potesse superare attraverso il lavoro sul campo e la dedizione. Ho purtroppo dovuto constatare che la mia era un'illusione: senza organizzazione e senza programmazione non è possibile porsi obiettivi seri, concreti e realistici. L'attuale condizione del club non offre alcuna prospettiva. Vivere alla giornata, tirando a campare in attesa di chissà quale nuovo imprevisto, non appartiene al mio modo di interpretare gli impegni che mi assumo».
Sotto accusa quindi la nuova proprietà, che aveva rilevato un mese fa, proprio con l’avallo di Gattuso, il 50% delle quote sin allora possedute dal Dg Fabrizio Lucchesi, con il quale l’allenatore ha iniziato e condiviso la sua avventura pisana.
Gattuso aveva svolto regolarmente tutta la prima parte del ritiro della squadra nerazzurra a Storo in ritiro e per mercoledì prossimo era in programma all’Arena Garibaldi un test amichevole contro gli spagnoli del Celta Vigo. Match al momento confermato, ma che sembra in forte dubbio.
E ORA COSA SUCCEDERA’? Le vicende societarie del Pisa, e i rapporti interni, sono precipitate con gli arresti domiciliari del presidente Petroni, che fino allora aveva comunque fatto un’opera costante di mediazione fra le divrse “anime” del Pisa. Lucchesi di fatto con l’addio di Gattuso è stato lasciato da solo (anche se è con lui il vicepresidente Freggia, che però non detiene quote societarie). Secondo la proprietà il progetto proseguirà con serietà e coerenza per rispetto alla città ed ai tifosi confidando nelle capacità e nella professionalità di Fabrizio Lucchesi per garantire la migliore continuità al progetto sportivo dell' AC Pisa 1909». Se questa confortante intenzione diventerà concreta, fin da oggi Lucchesi potrà ricostruire il Pisa.
Ricostruire, già. Perché la squadra si è schierata dalla parte di Gattuso; diversi giocatori avrebbero in mente di chiedere la rescissione del contratto e quindi andrebbero eventualmente sostituiti. Ma se Lucchesi avrà l’impressione di essere usato solo come facciata, senza poter davvero decidere, se ne andrà anche lui. La prima prova sarà la scelta dell’allenatore: ieri circolavano i nomi di Zeman (già in procinto di prendersi la panchina del Pisa lo scorso 12 giugno), Petrone (ancora sotto contratto con l’Ascoli) e Menichini. E ieri sera prendeva corpo l’ipotesi Agostinelli. L’allenatore lo sceglierà la proprietà o sarà concordato con il Dg? La risposta, decisiva, arriverà a stretto giro di posta. L’avvocato Taverniti, membro del Cda, ieri sera ci ha dichiarato: «La scelta sarà assolutamente concordata con Lucchesi».
Il tempo stringe, anche perché il Pisa non dispone di alcun tecnico della prima squadra, sebbene oggi possa annunciare l’arrivo di Colonnello per la Primavera. Un mezzo giallo c’è stato ieri riguardo ai ruoli tecnico/dirigenziali: nei giorni scorsi infatti in sede c’era l’ex giocatore nerazzurro Michele Padovano che si sarebbe offerto al Pisa, sentendosi però rispondere che i ruoli in società sono già tutti coperti.
TENTATIVO IN EXTREMIS. Gattuso ha detto che le sue dimissioni sono irrevocabili. Ci vorrebbe un mezzo miracolo perché torni sulla sua decisione. A volta (molto raramente) i miracoli succedono, e il vicepresidente Giancarlo Freggia sembra crederci. «Carissimi Fabio e Vincenzo, spero sinceramente che possiate fare un passo indietro e ripartire da Gallarate, quando con quei patti siete diventati proprietari dell'intero pacchetto azionario del Pisa. Sono convinto che basterebbe la sicurezza del rispetto di quei patti per far sì che il mister possa tornare nuovamente alla guida della squadra» ha scritto ieri al presidente Petroni e a Taverniti, invitandoli a compiere delle azioni tali da far recedere Rino Gattuso dalle sue dimissioni.
L’ASSOCALCIATORI. «Dispiace apprendere che un’avventura emozionante come la promozione dello scorso anno da parte del Pisa guidato da mister Gattuso segni oggi una clamorosa battuta d'arresto. Le dimissioni inaspettate fanno suonare un sorprendente campanello d'allarme». Lo afferma in una nota il presidente dell'Associazione italiana calciatori (Aic), Damiano Tommasi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
