Il Tirreno

Livorno

Fort Amaranto è un colino E dietro non c’era Pinsoglio

di Fabrizio Pucci
Fort Amaranto è un colino E dietro non c’era Pinsoglio

Foscarini sa dove lavorare: la difesa continua a tormentare i sonni del Livorno Ma Cellini guarda il bicchiere mezzo pieno: «Davanti ci siamo fatti rispettare»

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di Fabrizio Pucci

LIVORNO

Un gol subìto sugli sviluppi di un calcio d’angolo con i difensori poco reattivi, e il giustiziere appostato sul secondo palo per il più facile dei tap in. Gli altri due con la difesa fuori asse e le Vespe di Castellammare libere di sciamare e pungere Wladimiro Falcone. Fotogrammi rubati alla passata stagione. Triste remake di un film già visto. E buon per noi che in porta non c’era citofono-Pinsoglio, ma il guizzante numero uno ex Sampdoria altrimenti il bottino della Juve Stabia sarebbe stato più pingue.

No. Da centrocampo in giù l’impatto del rimaneggiato Livorno di Foscarini con il primo impegno ufficiale dell’anno non è stato morbido.

GLI SPIFFERI. L’imputato si alzi in piedi: sotto accusa è la fase difensiva che non ha garantito adeguata protezione ai sedici metri. Quando il pallone ce l’hanno gli altri, tutta la squadra deve rinculare e fare filtro per cui l’indice andrebbe puntato sugli undici giocatori in campo, ma nel Friday night dell’Ardenza abbiamo visto qualche errore individuale di troppo che - abbinato al fisiologico ritardo di condizione - ha prodotto squarci là dietro.

La Juve Stabia era avversario indigesto: è un pescecane da Lega Pro e il suo 4-3-3 portava spesso i suoi guizzanti attaccanti a giocarsela uno contro uno con i difensori amaranto, impacciati e pure imbastiti. Ne è uscita una serata di sofferenza, mascherata in parte dalle buone cose prodotte dal centrocampo e dall’attacco.

BICCHIERE MEZZO PIENO. In effetti se la difesa è quantomeno da rivedere, non tutta la spremuta della partita di Coppa Italia è acida. Anzi. Sebbene fosse in emergenza – con il baby Gemmi al debutto e senza un sostituto di ruolo in panchina – il centrocampo nella fase propositiva non è affatto dispiaciuto. Alessandro Marchi è un giocatore destinato ad entrare nel cuore dei tifosi perché ha corsa e temperamento. Benino anche l’attacco dove Cellini è una sicurezza in attesa di un partner che sia in grado di supportarlo. E qui scendono in campo le attenuanti generiche perché il volenteroso Di Curzio non ha lo spessore di Vantaggiato e – andando a rovistare tra i reparti – Luci, Moscati, Borghese, Jelenic, Dell’Agnello, e Venitucci sono giocatori di cui non è possibile fare a meno a cuore leggero. A questo aggiungiamo che – in attesa del ritorno di Favilli, giocatore assolutamente da non cedere – l’organico è incompleto ed ecco che il giudizio sulla prestazione dell’altra sera merita di essere sospeso e quanto meno soggetto un supplemento di indulgenza anche se la tentazione di lasciarsi andare alla tristezza – specie sulla scorta di quanto accaduto l’anno scorso – c’è. Per riaccendere la fiamma dell’entusiasmo serviva un altro approccio alla stagione. Ma tant’è e allora è inutile autoflagellarsi.

PARLANO I PROTAGONISTI. Il veterano Alessandro Lambrughi ha analizzato con lucidità la partita dell’altra sera: «La fase offensive è stata buona – ha dichiarato – mentre dietro dobbiamo migliorare. Riguarderemo la partita per limare gli errori. Archiviamo con rammarico la Coppa che abbiamo affrontato con tanti giovani e molte assenze e concentriamoci sul campionato».

Marco Cellini è in sintonia con ‘Lambro’: «E’ stata una partita particolare. Molti di noi giocavano per la prima volta insieme. C’era un pizzico di stanchezza. Le gambe erano pesanti e abbiamo concesso qualcosa di troppo, ma davanti ci siamo fatti rispettare: la gara poteva finire 5-5».

Alessandro Marchi, timbro di voce e accento che ricorda Luca Siligardi è fiducioso: «Manca un mese all’inizio del campionato e abbiamo tutto il tempo per migliorare. Volevamo dare una buona impressione ai tifosi, ma non ce l’abbiamo fatta. Non dobbiamo abbatterci. Dispiace essere usciti, ma la Coppa Italia lascia il tempo che trova. L’anno scorso con il Pavia sono arrivato agli ottavi di finale e in campionato non siamo andati benissimo. Noi siamo un’ottima squadra. E lotteremo per posizioni importanti. Conosco la Lega Pro perché la faccio da anni e vi garantisco che il Livorno è un’ottima squadra». I più felici erano i baby Gemmi e Testa che hanno debuttato: «All’inizio ero in difficoltà, poi mi sono sciolto», ha detto il primo. «Questo gruppo è fantastico e noi giovani ci sentiamo a nostro agio», ha ribadito il secondo. Beata gioventù!

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