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Quando il cuore ha la meglio sui pugni

Quando il cuore ha la meglio sui pugni

De Carolis pareggia un match difficilissimo contro il tedesco Zuege a Berlino e conserva il titolo mondiale dei Supermedi

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Dove non arriva la tecnica, dove non arrivano le energie può arrivare solo il cuore: questa la lezione di Giovanni De Carolis che ha conservato a denti stretti l’unico titolo mondiale di cui può fregiarsi la nostra boxe, quello dei pesi Supermedi. Dopo un match intenso ed equilibrato è arrivato un pareggio contro il ventiquattrenne sfidante tedesco Tyron Zuege sul quadrato della Max Schmeling Halle di Berlino. De Carolis, quasi sempre all'attacco, mentre il rivale boxava sulla difensiva, per tanti osservatori aveva vinto abbastanza chiaramente, ma i tre giudici hanno visto la parità (114-114, 114-114, 114-115), salvando così l'imbattibilità del fighter di casa, che non ce l'ha fatta a diventare il più giovane tedesco campione del mondo nella storia. Ora, a fine anno, De Carolis dovrà tornare in Germania per difendere la sua corona dall'assalto dell'altro tedesco (di origine armena) Artur Abraham.

Il campione romano, 31 anni, ha dimostrato di essere cresciuto dal punto di vista tecnico ma soprattutto della personalità, le due doti che sul ring di Berlino gli hanno permesso di arginare le velleità del fortissimo tedesco Tyron Zeuge, 24 anni. De Carolis si è trovato di fronte un pugile molto più forte, ben impostato e di grande aggressività, ma il match è scorso sui binari di un equilibrio quasi assoluto, tra molta tattica e pochi colpi davvero importanti per i giudici. Per almeno sei riprese è stato difficile assegnare i singoli round, dove si sono distinti due ganci destri di De Carolis e un bello scambio a favore di Zeuge. Nel settimo round, per la prima volta, il tedesco aveva messo per la prima volta in crisi De Carolis, nell’ottavo aveva però dato l’impressione di poter prendere il sopravvento, con due riprese all’attacco che sembravano mostrare una sua migliore tenuta fisica. Invece De Carolis si era soltanto concesso una pausa per sferrare l’attacco decisivo nelle due riprese finali, quelle che secondo i giudici gli hanno permesso di pareggiare il match.

I loro cartellini, come accennato, alla fine hanno visto due punteggi pari (114-114) e la vittoria di un punto a favore di Zeuge (115-114). Quindi verdetto di parità a maggioranza che salva la corona di De Carolis che ora dovrà rimettere il titolo in palio ancora in Germania proprio contro il suo ex giustiziere Arthur Abraham (45-5-0 il suo record) che sabato nella stessa Schmeling Halle ha disputato e vinto per ko tecnico il suo 23° Mondiale irridendo l’inconsistente norvegese 23enne Tim Robin Lihaug (15-2) per il vacante Mondialino dei supermedi Wbo.

Alla fine De Carolis, visibilmente contento, ha avuto modo di ringraziare il pubblico tedesco da cui si sente adottato: «E’ stato un grande match e ho trovato un grande avversario, combattente e di talento. Mi piace combattere in Germania che è diventata la mia seconda casa e dove mi sento apprezzato. Spero di tornarci presto a difendere la mia corona». De Carolis a Berlino non era solo, con un nutrito plotoncino di tifosi arrivati da Roma.

Di tutt’altro spessore la difesa mondiale dei massimi Wbc tenuta invece ieri notte dal trentenne Deontay Wilder (37-0) a Birmingham, nella sua Alabama, contro il californiano Chris Arreola (36-5-1) che può considerarsi a tutti gli effetti un ex pugile, almeno a questi livelli. Si è trattato come previsto di una mera formalità risolta con un k.o. tecnico all’ottavo round .

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di Redazione web