La protesta
40 anni fa l’esercizio perfetto
18 luglio 1976, Nadia Comaneci incantò alle parallele: e fu 10
Sono passati 40 anni dal «10 perfetto» di Nadia Comaneci ai Giochi di Montreal: da quel 18 luglio 1976 la ginnastica cambiò pelle ed entrò nella leggenda, ma fu soprattutto lo sport, nella sua più alta accezione, a toccare con mano - e per la prima volta - il concetto di perfezione. Ci riuscì grazie a una 'bambinà di 14 anni, nastrino bianco e rosso tra i capelli, labbra sottili e occhi profondi, passata alla storia non tanto perché a quelle Olimpiadi si mise al collo 3 medaglie d'oro, un argento e un bronzo ma piuttosto perché quei giorni magici la resero inimitabile e, soprattutto, immortale. 'Colpà di quel «10 perfetto», il punteggio più alto possibile in ogni dove, la realizzazione esemplare, la quintessenza della ginnastica artistica. Quell'esercizio della ginnasta romena - una ragazzina che dorme ancora con la sua bambola preferita - alle parallele asimmetriche, quel giorno di luglio nel corso della gara olimpica a squadre, rappresenta ancora oggi uno dei momenti più alti nella storia dello sport. Al pari o forse anche superiore al 'miticò 8,90 di Bob Beamon nel salto in lungo a Mexico City, otto anni prima. Magliettina bianca rifinita con i colori della bandiera della Romania, i capelli raccolti in una frangetta e in una coda di cavallo con un nastro bianco e rosso dietro, la prima a meravigliarsi della 'perfezionè fu lei stessa che solo quattro anni prima le Olimpiadi le guardava da casa e si esaltava per Olga Korbut, la prima a eseguire un salto mortale alle parallele asimmetriche: «Non mi sembrava poi di aver fatto un esercizio tanto perfetto - ha spesso raccontato in questi anni - In allenamento l'avevo provato tante volte e sapevo di poterlo fare anche meglio e anche l'uscita non fu proprio impeccabile. Però la mia esecuzione era talmente migliore rispetto a quella della ginnasta precedente che la giuria non poté far altro che darmi quel 10», si schernisce l'ex ginnasta oggi 54enne. Un evento unico e storico che prese in contropiede anche la tecnologia di allora: i tabelloni olimpici non erano infatti attrezzati per mostrare un '10', dal momento che erano impostati fino al 9 seguiti dai decimali. Ne uscì fuori così un inusuale e curioso «1.00» che lì per lì confuse un pò tutti. L'allenatore della Comaneci, Bela Karolyi, pensò addirittura che si trattasse di una penalità, prima di sobbalzare una volta ascoltato lo speaker che annunciava con tono solenne che per la prima volta nella storia dello sport era stato realizzato un 10 perfetto. Era l'inizio della leggenda. Poco importa che la 14enne romena concluse quelle Olimpiadi canadesi con altri sette esercizi premiati col punteggio massimo: quel giorno la ginnastica e lo sport scrissero una pagina indelebile, uscirono dalla storia e si trasferirono nel mito.
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