Gioco
Bonifico da 400mila euro per esser sicuri della serie B
Scade oggi il termine per l’iscrizione dei nerazzurri alla serie cadetta dopo lo stop della Covisoc. La società: «I soldi ci sono, già pronto il ricorso»
PISA. Ci sono alcuni bonifici sulla strada della serie B. Se arrivano in tempo, la promozione è blindata. Altrimenti tutto sarà legato al ricorso contro la bocciatura della Covisoc dimostrando che la fidejussione bulgara è valida a tutti gli effetti.
Entro la mattinata di oggi sarà tutto più chiaro. L’Ac Pisa, con il sostegno anche di qualche imprenditore locale amico, ha trovato i soldi (circa 400mila euro) per garantire la fidejussione bancaria che metterebbe subito al sicuro la serie B. Ora è tutta questione di procedure, scadenze e tempistiche. Le possibilità ci sono. In parallelo è stato presentato il ricorso attraverso l’avvocato Mattia Grassani, con rischio comunque di un punto di penalizzazione. Il verdetto arriverà lunedì. È evidente che siamo di fronte al dentro o fuori.
Strada bulgara. Il presidente Fabio Petroni ha ribadito come a suo avviso la fidejussione rilasciata dal broker bulgaro “Insurance Company Nadejda” sia regolare. Le contestazioni della Covisoc sarebbero solo formali: a cominciare da un iban (il codice bancario) che dovrebbe essere italiano e non solo bulgaro, per finire con alcune mancanze nella traduzione del documento in italiano. La strategia che punta a smontare le obiezioni della Covisoc è la stessa che segue la Lucchese, a sua volta bocciata per la fidejussione bulgaria.
La dirigenza rossonera ha già detto di non essere in grado di produrne una nuova (in Lega Pro basta di 350.000 euro rispetto agli 800.000 della B) e che quindi presenterà nel ricorso un ulteriore documento con la firma autenticata del responsabile della compagnia assicurativa bulgara.
Nel caso del Pisa diventa fondamentale il peso “politico” nei confronti della Covisoc che la società può far valere. Petroni mercoledì sera aveva addirittura dichiarato di voler portare la questione in Parlamento. Ieri qualche timido segnale in favore del Pisa è arrivato sia dal presidente di serie B Andrea Abodi che dal collega di Lega Pro Gabriele Gravina. Abodi, riferendosi al Pisa, ha dichiarato a Repubblica.it: «C’è una società che ha avuto un piccolo incidente di percorso recuperabile. Mi sento costantemente con la società, che si dichiara tranquilla: se loro sono sereni, lo sono anche io». Gravina non nomina il Pisa, ma parla delle sue società sul portale sportface.it: «Ci sono situazioni da valutare meglio per un regolamento che non c’è: mi riferisco a società come Lucchese, Siena, la stessa Paganese, che hanno presentato una garanzia così come richiesto, ma ci vuole addirittura la convalida delle garanzie. Siamo ben lontani dal ritenere che si possa mettere fuori una società per questo motivo».
Strada bancaria. È quella che taglierebbe la testa al toro, senza aspettare la risposta di lunedì. Se oggi il Pisa, parallelamente al ricorso per la polizza bulgara, presenta una fidejussione bancaria (in questo caso di Mps) l’iscrizione è certa. Per ottenerla servono garanzie, ovvero soldi sul conto per coprire l’importo necessario. Il club è sicuro delle mosse compiute, ma oggi questi soldi devono essere fisicamente su quel conto.
A quel punto la battaglia del presidente Petroni sarebbe di principio, per difendere comunque il documento bulgaro e sperare di evitare il punto di penalizzazione. Ma una fidejussione bancaria che copra 800.000 euro è un atto che richiede una serie di passaggi, e relative approvazioni, molto complesse. L’iter è iniziato mercoledì mattina, appena giunta la comunicazione della bocciatura Covisoc, e deve chiudersi entro stamattina per poi dare il tempo al Pisa di recarsi a Roma per la consegna del documento.
Francesco Loi
Daniele Benvenuti
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