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Indolenti e campioni, è Rio amaranto: tredici livornesi alle Olimpiadi - Foto
Livorno, nove atleti e quattro tecnici in Brasile. La nostra città è la capitale italiana dello sport nonostante ritratti sociologici e statistiche
LIVORNO. Scostanti e lamentosi, poco inclini al lavoro, ai libri e al rispetto delle regole, disoccupati - a volte per scelta -, spesso sboccati o comunque tendenti all’esagerazione, amanti del fancazzismo, del salmastro, delle prese per i fondelli, delle infradito ai piedi e degli aperitivi a calasole. Così raccontano i giovani livornesi statistiche e ritratti socio-narrativi.
Tutto (quasi) vero, ma per diamine: fateci nuotare o correre, lottare o pedalare, tirare un calcio a un pallone, tenere in mano un’arma o far roteare un remo, ed ecco che si compie la magia, e l’ultimo dei livornesi può essere capace di suonare il violino con i piedi, e vincere pure una medaglia alle Olimpiadi.
È già successo, meglio, siamo la città più medagliata d’Italia nella storia dello sport, con oltre 500 titoli, tutti conquistati fra Olimpiadi, Mondiali ed Europei a livello assoluto. E questo, in termini di costanza, spirito di sacrificio, morfologia e talento, qualcosa vorrà pur dire. In principio furono lo schermidore Nedo Nadi, un campione diventato icona, e l’eclettico capitano di cavalleria Federico Caprilli. Poi l’infinito ritratto di famiglia (e medaglie) del clan Montano, l’urlo ad Atene del “grillo” Bettini, gli ostacoli di Mori e gli Ippon Seoi Nage della Quintavalle.
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Ma questo è il passato. Ora comincia un’altra avventura con i nove moschettieri amaranto (e i quattro allenatori che li accompagneranno) in partenza per Rio. Assaporeremo con Turro e Baldo, Aldo, Ire, Checcho, Chiara, Franci, Gabri e Sara il fascino dei cinque cerchi, loro siederanno a mensa accanto a Bolt (se riuscirà a partecipare) e noi li guarderemo dal divano, sognando, insieme, di ascoltare l’inno, con la medaglia al collo, il groppo in gola e le lacrime agli occhi. Livorno capitale italiana delle Olimpiadi. Per rendersene conto basta andare sul sito del Coni, nella sezione che riguarda il team Italia andrà in Brasile. I convocati sono divisi per regione e nella sotto-categoria per capoluogo di provincia.
E Livorno è accreditata a Rio con 7 partecipanti, a cui però vanno aggiunti Francesco Marrai, pisano solo per nascita, e Cristina Masini Luccetti, livornese per adozione del cuore. Così con nove atleti siamo la terza provincia italiana per partecipanti con Genova e Milano, dietro solo a Roma (30) e Napoli (12). La prima per il rapporto atleti - numero di abitanti. Niente male per la città dell’indolenza fare di nuovo “13” nello sport.
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