Gioco
Il prossimo ostacolo è nel futuro «Peccato, le gambe non giravano»
LIVORNO. Mattia Contini salta nel futuro dopo gli Europei di Amsterdam. Un esempio della sua determinazione? Le dichiarazioni fatte a caldo dall’atleta livornese che poi ha cambiato direzione, ma...
LIVORNO. Mattia Contini salta nel futuro dopo gli Europei di Amsterdam. Un esempio della sua determinazione? Le dichiarazioni fatte a caldo dall’atleta livornese che poi ha cambiato direzione, ma dimostra tutta la voglia di migliorare di un ragazzo che lo ricordiamo ha 22 anni.
«Quando le gambe decidono che la stagione è finita - ammette - la testa può solo tentare di limitare i danni».
Detto questo aggiunge tornando per un attimo ad Amsterdam: «Non ci sono parole per descrivere lo stato di insoddisfazione che sto affrontando in questo momento, proprio al termine di una stagione che avrebbe dovuto appagarmi completamente. Non riuscire ad accontentarmi rimarrà sempre la mia più grande forza e al contempo la mia più grande maledizione, ed io oggi non mi accontento».
Eppure come dice lo stesso Contini, quella che si sta concludendo è stata «un’annata incredibile»: titolo italiano di categoria, medaglia d'argento ai Giochi del Mediterraneo, secondo agli assoluti, sceso sotto i fatidici 50'', e «chiamata in Nazionale maggiore per gli Europei. Un sogno».
E dire che per Contini l’avventura in Olanda è iniziata al meglio.
Il ragazzo allenato da Vittorio Vece impegnato nella sua batteria distribuisce al meglio, quasi con consumata esperienza, le sue forze nei primi 250 metri, incertezza minima all'attacco dell'ottavo ostacolo che non compromette assolutamente la sua gara, chiude al secondo posto in 51.26, passa direttamente alle semifinali.
Un Contini soddisfatto, subito dopo l'arrivo, vista la composizione delle batterie, ha capito che poteva farcela, denuncia però di non essere al top della forma, costretto il giorno prima a prendere un paio di aspirine, comunque correre in un simile ambiente è sempre stimolante.
Il pomeriggio è già ora di piazzarsi sui blocchi di partenza, serpeggia un po' di stanchezza, lo stress dell'esordio in nazionale assoluta, una partenza in ottava corsia e quindi senza alcun punto di riferimento, con rischio di partire sparato o troppo lento, contribuiscono a commettere un errore alla settima barriera, il livornese conclude la semifinale agli Europei in 50"78.
Peccato, è fuori, ci aveva sperato di rivedere sul tabellone elettronico quel 49 che gli avrebbe permesso un risultato diverso.
Ma come lui stesso ci ha dichiarato la storia non finisce qui.
«È stata un'esperienza davvero bellissima, passare dal sogno alla realtà da un giorno all'altro, correre con i più forti di Europa mi ha dato la carica per allenarmi ancora più intensamente, il crono alla fine non è esaltante ma non ero al 100% della forma, ma farò tesoro di questa esperienza che sicuramente mi ha aiutato a crescere».
Il prossimo ostacolo è già davanti agli occhi di Mattia. E la voglia di saltarlo è enorme.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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