Gioco
Dalla caduta alla battuta in tv «Corro per gareggiare coi migliori»
LIVORNO. Altra pagina da ricordare, nei 1500 metri, quella scritta dal simpaticissimo Joao Bussotti. Il giovanotto, veste i colori del Gruppo sportivo dell’Esercito, ma è sempre allenato da Saverio...
LIVORNO. Altra pagina da ricordare, nei 1500 metri, quella scritta dal simpaticissimo Joao Bussotti. Il giovanotto, veste i colori del Gruppo sportivo dell’Esercito, ma è sempre allenato da Saverio Marconi (Atl. Livorno), finisce in terza e ultima batteria, le prime due si sono rivelate piuttosto tattiche, specialmente la seconda, questa volta la partenza è veloce per accaparrarsi i migliori tempi per la finale con un Bussotti che tenta di stare nella pancia del gruppo risalendo fino al quarto posto.
A circa metà gara il fattaccio, come ci riferisce «fra i 900 e 1000 metri sono finito a terra toccato da dietro, nel momento in cui cercavo di evitare un avversario a sua volta caduto». Con rabbia si rialzava arrivando al traguardo in 3.50.58, la delusione c'è ma non ne fa un dramma, l'importante è stato esserci insieme agli altri giovani azzurri sui quali la federazione ha posto le sue speranze. Poi la svolta imprevista con la giuria internazionale, che decideva di ammetterlo alla finale per evidente danneggiamento.
È così il bianco verde è stato costretto a cercare di dare il meglio di se stesso in una gara dove gli Ingebrigtsen trasformano la finale europea dei 1500 in una questione di famiglia. Filip (3:46.65) piazza la volata al termine di una gara tutta condotta su ritmi tattici, mentre Henrik, il campione europeo di Helsinki 2012, recupera il bronzo nei centimetri conclusivi (3:46.90) buttandosi sul traguardo; Joao Bussotti Neves, sente la responsabilità si butta nella lotta, non gli manca il coraggio, ma il ritmo degli ultimi 500 metri di questa finale è qualcosa ancora di alieno per le sue potenzialità. Alla fine è dodicesimo, in 3:50.43.
Comunque il livornese, anche se è nato in Mozambico, si è guadagnato l'oscar della simpatia, intervistato a Casa Italia, ha voluto esprimere tutta la sua soddisfazione per questa sua partecipazione agli europei.
«È un'emozione indescrivibile con un contesto di pubblico e un tifo altrettanto indescrivibili per quella che è stata la gara di chiusura di tutto il programma, gli avversari sono degli extra terrestri (auguriamoci solo per ora)».
L'intervistatore gli ha poi chiesto se voleva salutare qualcuno Joao ha mandato un bel bacio a tutta Livorno, a chi l'ha visto e a chi non lo ha visto; l'intervistatore lo ha spronato a dire tutto a proposito di chi non lo avesse visto e Joao in perfetto lessico livornese non si è fatto pregare «ir .... con quello che ne consegue». Racconta Bussotti a distanza di alcuni giorni dopo essere tornato a casa.
«In definitiva c'è poco da dire, è stata un’esperienza utile per la mia crescita, perché spesso l'obiettivo maggiore è il titolo italiano. Invece si dovrebbe guardare ben più in là ed allenarsi perché si sia in grado di gareggiare contro i più forti d'Europa».
Magari la prossima volta, con questa mentalità, arriverà anche un risultato migliore del dodicesimo posto.
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