Gioco
MARCHIONNE, LA PAZIENZA STA PER FINIRE
di SERGIO BRACCINI Doveva essere la stagione del riscatto, della vittoria da ottenere, nei programmi del presidente Marchionne, già nella gara d’esordio. «A Melbourne dobbiamo imporci, abbiamo tutto...
di SERGIO BRACCINI
Doveva essere la stagione del riscatto, della vittoria da ottenere, nei programmi del presidente Marchionne, già nella gara d’esordio. «A Melbourne dobbiamo imporci, abbiamo tutto per poterlo fare», furono le parole del boss della scuderia del Cavallino alla vigilia del Gp d’Australia.
Invece, a metà del calendario, la Ferrari è ancora a secco di successi. In piena crisi di fiducia. Spesso inaffidabile; in gara e in prova. Confusa e infelice, dietro a una Mercedes tritatutto e a una Red Bull col vento in poppa. A Silverstone non è solo stata lontana dalla vittoria; ma anche dall’essere concorrenziale. E con la battaglia per il mondiale ormai ristretta ai due “galli” delle Frecce d’Argento, ora è a rischio pure il secondo posto tra i costruttori. Il bicchiere, insomma, è mezzo vuoto. Ma alla Ferrari non mancano i piloti: Vettel e Raikkonen sono ottimi "manici". A mancare sono i guizzi, le soluzioni tattiche in grado d’avvicinare le rosse alle rivali. La fiducia di Marchionne in Arrivabene, al di là delle conferme di rito, potrebbe già essere ai titoli di coda. Serve uno scatto, nella seconda parte della stagione. Altrimenti sarà un fallimento totale. Con l’immancabile rinvio dei sogni di gloria al 2017 e una nuova, probabile, quasi certa, rivoluzione all’interno del team.
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