Gioco
Il “Puma” è biancorosso, Emerson al Padova
Il difensore giocherà in Lega Pro con la squadra contro cui segnò il primo gol con la maglia del Livorno
LIVORNO. «Un giorno sarei felice di tornare a Livorno per fare il dirigente, ma per il momento mi sento ancora giocatore».
Ramos Borges Emerson al momento del doloroso addio alla maglia amaranto lo aveva detto. La scrivania può aspettare. Per lui è ancora tempo di indossare scarpette e maglietta. E così è stato per l’ex difensore amaranto.
Nella tarda serata di lunedì il “Puma” ha firmato un contratto annuale con il Padova, società di Lega Pro che potrebbe incontrare il Livorno solo se inserita nello stesso girone.
Ieri sui social i tifosi amaranto lo hanno salutato con grande affetto e gli hanno formulato il più caldo e sincero in bocca al lupo.
Emerson, qui, infatti è molto amato e non sarà certo l'idea di vederlo con un'altra maglia sulla pelle a raffreddare certi sentimenti. Sì perché a Livorno, il difensore brasiliano ha lasciato il segno: mai una parola di troppo, una feroce determinazione sul campo e un'umanità fuori dal comune - per un calciatore - nella vita di tutti i giorni.
Le sue stagioni in amaranto sono state indimenticabili. Alla sua prima esperienza livornese centrò subito la promozione in serie A.
Una curiosità: in quel campionato 2012/13 segnò il suo primo gol proprio alla sua attuale squadra, il Padova.
Nel 2013, all'età di 33 anni debuttò nella massima serie: "Mi avete regalato il mio sogno di bambino" ha dichiarato qualche settimana fa. E quel sogno, lui l'ha onorato.
Tanta dedizione, anche se la squadra era debolissima, e due perle: i gol da distanza siderale segnati all'Ardenza contro il Torino e nella 'sua' Sardegna, sul campo del Cagliari. Oggi Emerson è un giocatore del Padova e in Veneto, lontano dal pane carasau e dalle amate seadas, porterà la sua esperienza, la disciplina morale e il suo esempio.
Già. L'esempio. Quello che Osvaldo Jaconi sosteneva essere la massima forma di autorità. E il Puma da questo punto di vista può essere equiparato al Vodz.
A presto, Ramos Borges. Ti aspettiamo a Livorno dietro alla scrivania. Te lo meriti. E se ci dovessimo incontrare saranno lacrime di riconoscenza e applausi.
(f.p.)
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