Gioco
Doga sempre a tutto campo: «Vi racconto le cinque stelle della cantera amaranto»
Livorno, il responsabile del settore giovanile punta su Cragno, Buselli, Macera, Gemmi e Favilli. E su Protti: «Ora la tifoseria ha bisogno di programmi, idee e persone in cui potersi identificare»
LIVORNO. Lo abbiamo visto per anni andare su e giù per la fascia sinistra. A Livorno è stato apprezzato come uomo e come calciatore e ora - da due anni - Alessandro Doga è il responsabile del settore giovanile del Livorno. Alla vigilia di una nuova stagione l’ex terzino stila un bilancio e apre una finestra sul futuro: «Siamo soddisfatti del nostro lavoro. Basti pensare che quattro giocatori del settore giovanile andranno in ritiro con la prima squadra».
Di chi si tratta?
«Sono l’attaccante Cragno, i difensori centrali Buselli e Macera e il centrocampista Gemmi».
Pronti per la Lega Pro?
«Conosciamo poco la categoria. Di certo sono ragazzi che hanno qualità. Alla fine della preparazione il tecnico Foscarini e il direttore sportivo Ceravolo stabiliranno chi è in grado di dare maggiori garanzie nell’immediato».
In pochi mesi siamo precipitati dalla serie A alla Lega Pro. Per il settore giovanile che cosa comporta questa doppia caduta?
«Le due retrocessione purtroppo rischiano di incidere sulla parte più debole che è proprio in settore giovanile».
In che modo?
«Soprattutto nell’aspetto mediatico. Con la prima squadra in serie A c’è un ritorno d’immagine maggiore. Tuttavia grazie al grande lavoro degli ultimi anni abbiamo attutito il colpo. La partecipazione degli allenatori, degli istruttori e di tutto il movimento che parte dal segretario Aroldo Tosti, passa per il responsabile degli osservatori Claudio Frangioni e della scuola calcio Gigi Del Sordo è stata fondamentale».
Insomma il bicchiere è mezzo pieno…
«Sì, perché i ragazzi hanno capito che si può diventare giocatori anche a Livorno. Adesso serve un pizzico di lungimiranza: ad esempio ciò che seminiamo nella scuola calcio lo raccoglieremo tra cinque o sei anni. Dobbiamo guardare al presente e anche al futuro».
Quante squadre allestirete?
«La Berretti che sarà guidata da Marco Nappi, due di Giovanissimi e di sicuro una di Allievi. La Lega Pro sta valutando se organizzare un altro campionato Allievi. Siamo in attesa che venga presa una decisione in questo senso. Noi siamo già pronti per questa eventualità che ci consentirebbe di dare continuità al nostro lavoro».
Siete quasi riusciti ad eliminare il fenomeno della ‘migrazione’ dei giovani da Livorno?
«La Lega Pro dà meno forza alla società. Tuttavia molti ragazzi hanno deciso di restare e non di andare in settori giovanili di categoria superiore. Le famiglie valutano le prospettive di crescita dei propri ragazzi in base alla qualità delle società. Noi abbiamo lavorato con la massima attenzione e questa nostra serietà ci ripaga sebbene siamo penalizzati dalla categoria».
Avete già pensato agli allenatori?
«Oltre a Nappi c'è il ritorno di Juriy Cannarsa. Abbiamo punti interrogativi sulla collocazione dei tecnici per via dell’incognita sulla seconda squadra Allievi».
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Come sono i rapporti con l’Academy?
«L’Academy è un elemento indispensabile per la crescita dei ragazzi che hanno la possibilità di vestire la maglia amaranto. Il 2016/17 sarà una specie di anno zero: vogliamo che l’Academy fornisca maggior materiale umano possibile al Livorno. Proprio tra i piccolissimi c’è la linfa per la scuola calcio. In passato ci sono stati piccoli problemi di cui sono a conoscenza. Già da adesso, però, mi sto adoperando insieme al presidente Mario Botteghi e al direttore generale Paolo Armenia per far spiccare il volo a questa realtà. Per me l’Accademy è una macchina di una certa età che può diventare una bellissima auto d’epoca».
E con le altre società presenti sul territorio?
«A Livorno siamo gemellati con la Pro Livorno Sorgenti e con l’Ardenza. Con tutte le altre è reciproco rispetto. Abbiamo stretto gemellaggi anche con società extra Livorno: Massarosa, Venturina, la new entry Colline Pisane e il Progetto Giovani Isola d’Elba. Non voglio dimenticare il Livorno Calcio Femminile che ha dato lustro alla società grazie al lavoro di Martina Angelini».
Parliamo di prima squadra: Favilli è pronto?
«La sua forza è nella sua testa. Ha superato bene l’esperienza Juventus perché è rimasto il ragazzo che era. Da qui a considerarlo punto di riferimento in una squadra come la nostra in Lega Pro ci sono molti aspetti da valutare:c’è da stabilire che cosa si vuole da lui».
È tornato Protti: non è una notizia trascurabile…
«No. La tifoseria adesso ha bisogno di programmi, idee e persone in cui potersi identificare. Tutto questo con l’arrivo di Igor è possibile. Conosciamo l’uomo e il giocatore. Prima di rientrare nel Livorno da dirigente ha avuto determinate garanzie. Ora tutti devono essere capaci di creare le basi affinché questo nuovo Livorno possa nascere. Servono la volontà l’attaccamento e l’ambizione di 15 anni fa e lo stesso riscontro in campo in termini di prestazioni. Igor darà una mano a tutti perché ha fatto tanto calcio e uomini come lui nel calcio devono restare. Per me è un grande inizio che fa il bis con l’allenatore. Foscarini è competente e ha esperienza. Protti è una garanzia: dà la possibilità allo scettico di riavvicinarsi con un altro atteggiamento verso a squadra che ci aspettiamo possa regalarci le emozioni a cui eravamo abituati».
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