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Livorno

Bea...ta rinascita: «La mia femminilità sopra al bilanciere»

di Fabrizio Pucci
Bea...ta rinascita: «La mia femminilità sopra al bilanciere»

Beatrice Grassi, 21 anni da compiere, nel 2012 eletta sportiva dell’anno. Poi la crisi e ora vuole tornare al top

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LIVORNO. Compirà 21 anni il prossimo primo settembre. Ha un sorriso dolce e una silhouette graziosa. Al primo impatto non si direbbe che la livornesissima Beatrice Grassi è una campionessa di sollevamento pesi. E invece è proprio così. Anzi. Lei precisa subito: «Chi pensa che questa disciplina sportiva mortifichi la femminilità si sbaglia. Significa che non conosce a fondo il sollevamento pesi che è tecnica e non culturismo fine a sé stesso».

Si infervora, la dolce Beatrice: «Se vi capita di vedere le grandi campionesse di ginnastica artistica, vedrete che hanno spalle cinque volte più larghe delle mie, ma sono fasciate da body e brillantini che sembrano il trionfo della femminilità».

PREDESTINATA. Nello scorso mese di aprile a Camaiore Beatrice si è aggiudicata la medaglia d'argento nella prova nazionale di qualificazione ai campionati italiani di sollevamento pesi, nella categoria dei 63 Kg, ma il secondo posto di due mesi fa è solo l'ultimo capitolo di una storia iniziata nel lontano 2008. «Tutto accadde per caso ai tempi delle scuole medie: fui scelta per il sollevamento pesi e me la cavai subito bene. E dire che avevo sperimentato tante discipline, ma le prime soddisfazioni arrivarono proprio con i bilancieri».

In questi otto anni, la Grassi ha fatto incetta di successi. Nel 2009 si aggiudica il titolo italiano nelle Esordienti e nel 2010 a Verona quello della categoria Giovanissimi. Nel 2011, all'età di 15 anni e mezzo, partecipa ai campionati under 17 a Caltanissetta dove vince la medaglia di bronzo, ma soprattutto una borsa di studio dal valore di mille euro. «Quella - dice - fu una grandissima gioia. Mi sembrava di essere diventata ricchissima».

L'ANNO INDIMENTICABILE. È nel 2012, però, che Beatrice Grassi dà il meglio di se. L'allieva dell'allenatore Pietro Cannavò vince gli italiani Under 17 nella categoria 63 kg in tutte e tre le specialità del sollevamento: slancio, strappo e totale. «Un oro lo dedicai a mio padre Luca che insieme a mamma Federica è il mio primo tifoso. Lui in quel periodo aveva una gamba rotta e il pensiero andò subito a babbo. L'altro oro fu per mia nonna. Il terzo per Gianluca, un mio compagno di scuola che morì il giorno prima della gara».

È l'anno in cui viene eletta atleta livornese dell'anno. Un orgoglio infinito: «Sì - conferma – quel riconoscimento mi ha gratificato moltissimo».

LE DIFFICOLTÀ. Nel 2013 Beatrice si aggiudica il torneo interregionale di Coppa Italia Juniores a Carrara e sembra proseguire la sua striscia vincente, ma nel 2014 c’è una battuta d’arresto. «È stato l’anno dell’esame di maturità e poi mi sono pure infortunata anche per colpa mia. Avrei dovuto dedicarmi con maggiore intensità ad esercizi che mi rinforzassero la schiena. Non lo feci e mi buscai una brutta infiammazione al nervo sciatico».

LA RINASCITA. Oggi però Beatrice è tornata. La kermesse di Camaiore l’ha rilanciata dopo un periodo duro. E lei ora vuole ricominciare a vincere. Nel frattempo si dedica alle sue attività che ne dimostrano la cifra morale: «Faccio volontariato e sto svolgendo il servizio civile. Inoltre d’estate faccio l’animatrice. Diciamo che non sto mai ferma. A me servirebbero giornate di 36 ore».

AMARANTO NEL CUORE. L’atleta di casa nostra gareggia per la Pesistisca Livornese, colore sociale amaranto. «Io sono di Livorno e porta la mia città nel cuore. E l’amaranto è una grande motivazione».

Inevitabile una domanda sulla retrocessione del Livorno Calcio: «Ho provato un sincero dispiacere. Purtroppo non ho visto tutto questo attaccamento alla maglia da parte di alcuni giocatori. D’altronde quando nello sport circolano tanti, troppi soldi, si perdono di vista altri valori». Ma in ogni caso, come insegna Beatrice, quando uno sportivo è in ginocchio può sempre rialzarsi.

 

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