Il Tirreno

Livorno

Don Bosco, ripescaggio possibile «In B solo se abbiamo i soldi»

Andrea Masini
Don Bosco, ripescaggio possibile «In B solo se abbiamo i soldi»

L’amministratore delegato della società disegna il futuro: aspettiamo risposte dallo sponsor In ballo anche la conferma di coach Qulici. «Il nostro miracolo sono le due squadre junior ai tricolori»

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LIVORNO, Ripescaggio sì? O ripescaggio no? Il domani della Pallacanestro Don Bosco - retrocessa dalla Serie B alla C Gold - ruota intorno a questo dilemma.  Una settimana fa la Dulca Santarcangelo ha ufficialmente rinunciato alla cadetteria (ripartirà dalla D...), infiammando la lista delle pretendenti: in cima c'è la Fiorentina Basket, ma le difficoltà di reperire risorse non mancano neppure in terra gigliata.
In seconda fascia Vasto ha già detto no, e quindi rimangono Livorno e Isernia: «Le possibilità che un'ipotetica richiesta venga accolta sono molto alte - ammette l'amministratore delegato, Marco Andromedi - circa il 90%. Ma ora vogliamo sulla conclusione dell'attività giovanile e poi, a bocce ferme, valuteremo il da farsi...». Questioni di budget? Soprattutto, dato che la Serie B costa "x" e per una C Gold ci vuole "y" che sarebbe “x” meno una bella cifra.

«Infatti faremo domanda se, e solo se, dopo l'assemblea con i soci e gli sponsor (CFG in primis) fissata per fine mese, riusciremo a coprire almeno il 70% del piano. Ah, una precisazione: fra i vari incartamenti da presentare eventualmente in Lega, la fidejussione ammonta a 30mila euro da versare a settembre e non 75mila immediati come ho letto in qua e in là. Inoltre, siamo un po' sorpresi dalla faccenda relativa al consorzio. Qualche mese fa sembrava tutto bello, anche l'amministrazione aveva espresso sensazioni positive, ma al 21 di giugno la situazione è stagnante. Scorrendo l'atlante dei canestri, piazze storiche tipo Trieste, Bologna, Treviso oggi vivono una seconda giovinezza proprio grazie al “lavoro di squadra” che svolgono le aziende del territorio. Quant'è il prezzo di una Serie B d'alta classifica? Tra i 200 e 250mila euro...». Eppure il rischio è che il prossimo anno una città come Livorno, a seconda della scelta del Don Bosco, abbia come massima espressione cittadina la quarta serie della pallacanestro italiana. Eppure se il bicchiere lo analizziamo dal punto di vista dei giovani, il quadro cambia.


Sì, perché se la stagione è stata maledetta in Serie B, c’è invece stato il consueto spettacolo per il Don Bosco in ambito giovanile: «Non credo che in Italia vi siano molte società che qualificano due squadre alle Finali Nazionali nelle categorie più rappresentative (Under 18 e Under 16 Eccellenza) - prosegue Andromedi - oltre a conquistare tre finali regionali con i più piccoli; di conseguenza proseguiranno gli investimenti sul settore giovanile e durante il mese di luglio accoglieremo diversi ragazzi della provincia al camp estivo per fargli conoscere le nostre strutture (PalaMacchia e foresteria). In stand-by c'è anche Daniele Quilici, capo allenatore della prima squadra e della formazione Under 18 Eccellenza reduce dalle finali scudetto». Il futuro? «Dobbiamo ancora parlarne - ammette - domenica tutta la dirigenza è salita a Caorle per le finali Under 16 Eccellenza, quindi siamo stati costretti a rimandare i colloqui alla prossima settimana...».

In Friuli, la marcia Carismi si è interrotta agli spareggi. «Il bilancio è assolutamente positivo, se ripenso al girone di ferro con Venezia e Biella e all'assenza di Marco Creati; potevamo fare qualcosa in più, ma alla resa dei conti la fascia dal 9° al 12° è, forse, quella che ci spetta. Tra i singoli, Iba (Thiam) super, e bene anche Creati e il classe 2000 Zanini».
 

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