Gioco
«Prendiamoci il preolimpico in casa nostra»
L’emozione a 12 anni dalla qualificazione ai Giochi «Tanti campioni, ma l’Italia faccia squadra»
PISTOIA. La fiducia in Ettore Messina per cementare un gruppo in cui i "tre Nba" devono fare assolutamente un passo verso la squadra. La soddisfazione di tornare a vedere finalmente giocatori italiani protagonisti nelle squadre migliori d'Europa che arrivano in Nazionale con lo scudetto sul petto. È per questo che Gek Galanda, il capitano dell'ultima Azzurra qualificata ad un'Olimpiade, che nel 2004 fece vivere un'estate da sogno agli italiani arrivando alla medaglia d'argento, si dice ottimista a due settimane dal preolimpico di Torino.
Un torneo dove la Nazionale di Ettore Messina si gioca il pass per l'Olimpiade di Rio de Janeiro.
L'ex lungo azzurro attualmente general manager del Pistoia Basket, società con cui ha salutato il basket giocato ed intrapreso la carriera dietro la scrivania, evidenzia che i buoni risultati della Nazionale non si improvvisano.
Serve un gran lavoro durante l'anno e per questo, con quattro giocatori scudettati nei 16 scelti da Messina per il raduno di Bologna che parte oggi (Gentile di Milano, Datome del Fenerbahce, Hackett con l'Olympiacos e Melli con il Brose Bamberg) più i tre Nba, questa squadra sembra davvero poter fare un passo avanti rispetto agli ultimi anni.
Galanda, pensare ad Atene 2004 con la Nazionale protagonista di un'estate magica (la vittoria in amichevole con gli Stati Uniti e il cammino olimpico fino all'argento) è ancora un'emozione viva per tutti. Ma sono passati diversi anni...
«È naturale che sia emozionante pensarci, è stato il miglior risultato di sempre. Purtroppo sono passati 12 anni ma i cicli in Nazionale sono dati dal lavoro di tutto il movimento. È vero che si parla di tornei di poche gare, ma sono comunque il frutto del lavoro che il movimento ha prodotto in tutto l'anno. Quello che ho visto negli ultimi anni, sia agli Europei che nelle manifestazioni internazionali, è inesperienza nella nostra Nazionale».
«Avevamo tanto talento - riprende - ma pochi veri protagonisti a livello europeo ed internazionale. Avere esperienza europea a grandi livelli non vuol dire avere i Tony Parker ma tanti giocatori pronti al momento giusto. All'ultimo europeo abbiamo iniziato contro la Turchia intimoriti, poi ci siamo sbloccati».
Da questo punto di vista come vede la Nazionale di Ettore Messina?
«Una grande squadra è una formazione con tanti protagonisti che si sanno mettere in gioco. Con tre giocatori vincitori dello scudetto in diversi paesi più i finalisti in Italia, penso che siamo ad un buon punto. Abbiamo fatto un bel passo avanti in quanto ad esperienza, in minuti di gioco vero in gare importanti. Per questo sono molto ottimista. Il fatto di giocare il preolimpico in casa è fondamentale».
Quali sono i pericoli del preolimpico di Torino?
«Siamo i favoriti, è un fatto. Ma dobbiamo cercare di non partire sentendoci i più forti solo per questo. Sfruttiamo il nome, il fatto di giocare in casa e la grande voglia di tornare ad una competizione importante come l'Olimpiade come stimolo a produrre sostanza. Perché nessuno ci regalerà nulla».
Scorrendo i convocati di Messina, da chi si aspetta di più? Forse da Datome, il suo erede con la fascia da capitano, che ha saltato per infortunio l'ultimo Europeo dove l'Italia è tornata finalmente a far divertire pur mancando il podio?
«Gigi è il punto di partenza di questa Nazionale. È un giocatore che dà tutto anche se finisce con 0/7 al tiro la sua partita. Obradovic l'ha vista lunga e l'ha voluto in Turchia al Fenerbache. Punterei su di lui, ma mi aspetto molto anche dagli altri ragazzi che hanno vinto il campionato come Niccolò Melli campione di Germania e Daniel Hackett che ha vinto lo scudetto greco. Poi mi aspetto una discesa dal gradino dei tre Nba: in Nazionale siamo tutti uguali, mi aspetto da loro un passo verso la squadra. Sotto questo aspetto penso che Messina sia la persona migliore a dare a tutti il proprio ruolo».
Qual è il segreto per raggiungere grandi risultati in un torneo breve?
«La chiave per la costruzione di una squadra in un torneo breve ma lungo, sperando che l'estate azzurra duri il più possibile, sarà proprio il rispetto dei propri ruoli. La cosa peggiore sarebbe una Nazionale che affida la palla in mano ad un solo giocatore nei momenti importanti».
Sedici convocati. Dopo la Trentino Cup, vinta dall'Italia con le vittorie su Cina e Repubblica Ceca, Messina ha diramato le nuove convocazioni che restringono da 24 a 16 gli azzurri che continuano il percorso azzurro. Si tratta di Abass Awudu Abass (Cantù), Aradori (Reggio Emilia) Andrea Bargnani (free agent), Marco Stefano Belinelli (Sacramento Kings), Riccardo Cervi (Avellino), Andrea Cinciarini (EA7 Milano), Marco Cusin (free agent), Luigi Datome (Fenerbahce Istanbul), Amedeo Della Valle (Reggio Emilia), Danilo Gallinari (Denver Nuggets), Alessandro Gentile (EA7 Milano), Daniel Hackett (Olympiacos), Nicolò Melli (Brose Bamberg), Giuseppe Poeta (Aquila Trento), Stefano Tonut (Umana Venezia), Andrea Zerini (Enel Brindisi).
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