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Da eterno rivale a condottiero ecco mister Claudio

Da eterno rivale a condottiero ecco mister Claudio

Da giocatore è stato anche compagno di Protti, in panchina ha fermato la corazzata di Davide Nicola

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LIVORNO. Foscarini a Livorno. Fa un certo effetto anche il solo pensarlo. Dopo tutto il tecnico trevigiano lo abbiamo affrontato decine di volte da avversario e spesso ci ha pure casticato sul campo.

Prendete le ultime quattro all’Ardenza. 25 aprile 2012: il Livorno torna in campo per la prima volta dopo la morte di Morosini. Squadra e ambiente sono sotto choc. In campo vince il pragmatismo del Cittadella del ‘Fosca’. 1-2 e Livorno pericolosamente risucchiato in zona retrocessione.

Sei mesi più tardi altro campionato e altra partita sofferta per gli amaranto. Quello è lo squadrone di Davide Nicola, ma contro la squadre del tecnico classe 1958, soffre da matti. Non convince, il Livorno che vincerà il campionato otto mesi dopo, ma si porta sul 2-0. Il guaio è che il Cittadella gioca e parecchio bene e il vantaggio di Siligardi e compagni non è del tutto meritato. Nel finale, puntuale, arriva la rimonta granata per il 2-2 finale che non fa una piega.

Nel 2014/15 sempre lui, Claudio Foscarini da Riese Pio X, rovina il debutto di Panucci sulla panchina amaranto.Segna Sgrigna su rigore e il Cittadella rivince.

Il resto è storia recente. L’1-0 della sua Pro Vercelli (rigore di Marchi al 94’) spinge il Livorno verso la Lega Pro e i piemontesi alla salvezza. Un allenatore così, dati alla mano, è sempre meglio averlo sulla nostra panchina.

Ma chi è Claudio Foscarini? Alle spalle ha un dignitoso passato da attaccante (Atalanta, Piacenza), è stato compagno di squadra anche di un certo Igor Protti alla Virescit e ora potrebbe tornare a lavorarci fianco a fianco.

Ma da quanto è in panchina si è tolto ancora più soddisfazioni. I livornesi lo conoscono e lo apprezzano da una ventina d’anni quando allenava l’Alzano, la piccola società bergamasca che nel ’98 fu eliminata in semifinale playoff per la B dal Livorno di Stringara, ma che nella stagione successiva vinse il campionato approdando per la prima volta tra i cadetti.

Dopo una breve parentesi al Rimini (promozione in C1 sfumata ai playoff), nel 2005 iniziò la sua lunga parentesi al Cittadella che portò in due occasioni in serie B e poi alle soglie della serie A (semifinale playoff 2010 persa con il Brescia).

La sua avventura in Veneto è durata 10 anni: un record pressoché imbattibile in Italia.

Foscarini e il “Citta” si sono lasciato nel maggio 2015 all’indomani della retrocessione in Lega Pro.

Nello scorso autunno ha preso in mano la Pro Vercelli dopo l’esonero di Scazzola e l’ha guidata alla salvezza.

Predilige il 4-4-2, ma non ha preclusioni verso gli altri moduli (nella scorsa stagione ha optato per il 3-5-2).

Conosce bene la categoria e la sua esperienza può risultare determinante. Sul piano umano è una persona perbene, seria che non esaspera mai i toni. Educato e rispettoso, di lui non ricordiamo una dichiarazione fuori posto o una polemica gratuita. In bocca al lupo.

E benvenuto a Livorno Mister Claudio Foscarini, da oggi non saremo più nemici.

(f.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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