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Supermarket Italia lo shopping straniero è anche in Lega Pro

di Stefano Taglione
Supermarket Italia lo shopping straniero è anche in Lega Pro

Non solo Roma, Inter, Bologna e (forse) Milan: gli investitori comprano nell’ex serie C, da Pavia a Bolzano a Reggio Emilia

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Zhang Jindong - il fondatore del Suning Holdings Group - è solo l'ultimo degli imprenditori stranieri che hanno deciso di investire nel calcio italiano. Il capo del colosso dell'elettronica e degli elettrodomestici ha rilevato il 68,55% dell'Inter da Erick Thohir - che non è certo milanese, ma di Giacarta, la capitale dell'Indonesia - e da Massimo Moratti. Proprio lo storico presidente nerazzurro, con la cessione della sua ultima quota societaria, ha salutato il suo grande amore, la squadra che tanto (forse troppo) gli ha fatto spendere e con la quale, nell'era di José Mourinho, ha regalato ai propri tifosi uno storico triplete: correva la stagione 2009/2010 quando sotto la Madonnina sono arrivati Scudetto, Coppa Italia e Champions League.

Il mondo del pallone italico non dispiace affatto ai businessman stranieri. Che comprano, spesso a cifre apparentemente convenienti, visto che molti dei nostri club sono abbastanza indebitati; certamente non per hobby, ma perché vedono nel nostro calcio potenzialità seppur ancora lontane da trasformarsi in certezze: ad esempio una grande competenza calcistica (non è un caso che in Premier League siano sempre di più gli allenatori ingaggiati dal Belpaese) quasi mai accompagnata da un piano finanziario che un'azienda, anche sportiva, dovrebbe avere. Le società italiane affittano gli stadi dai Comuni (Juventus, Sassuolo e Udinese purtroppo sono ancora delle eccezioni) e spesso non attingono dai settori giovanili quanto dovrebbero, nonostante le regole adesso, almeno da questo punto di vista, stiano cambiando. Il futuro - quello che forse vedrà ogni squadra con uno stadio di proprietà e, quindi, con la possibilità di maggiori ricavi economici - potrebbe fare da ulteriore leva per i capitali stranieri. Dopo la parentesi inglese del Vicenza Calcio (dal '97 al 2004 di proprietà della finanziaria britannica Enic) fra le squadre stabilmente in Serie A è stata la Roma a bruciare le tappe: dopo 18 anni di gestione della famiglia Sensi, nel 2011 la società giallorossa è stata rilevata da un gruppo di imprenditori statunitensi, fra cui Thomas Di Benedetto, che ne è rimasto presidente per il primo anno. Il suo successore - nonché l'attuale vertice - è James Pallotta. La società ha in programma di costruire il nuovo stadio nel giro di qualche anno, con la speranza di prendere da lì le risorse per allestire un organico in grado di portarla fra le più grandi d'Europa. Ma spesso la "cura straniera" non va a buon fine: Erick Thohir - l'ex socio di maggioranza dell'Inter - ha dovuto trovare altri finanziamenti per cercare di risollevare il destino dei nerazzurri, trovandoli appunto in Suning.

Anche l'esperienza russa a Venezia (ne parliamo più avanti) non è andata bene, come quella anglobrasiliana a Monza (targata Anthony Armstrong Emery) culminata con ulteriori cambi di proprietà e un fallimento.

Tornando in Serie A, troviamo un Silvio Berlusconi che sta meditando, come scriviamo a parte - di cedere il Milan ai cinesi. Un gruppo di imprenditori asiatici, infatti, sta trattando l'acquisto della società rossonera. Dopo che un anno fa sembrava a un passo la chiusura della trattativa con il broker thailandese Mr Bee - che avrebbe comprato il 48% delle azioni della società rossonera a 480 milioni di euro - ora le cose sono cambiate. Il lavoro di intermediazione di Mr Bee - il 48% del Milan non lo avrebbe comprato certo da solo - non si è concluso bene, tanto che ora gli interlocutori sono diversi e chissà che la trattativa non vada finalmente a buon fine.

Trattative che invece si sono concluse a Bologna, dove nel 2014 il magnate canadese Joey Saputo - viene da una famiglia di imprenditori con interessi nell'industria casearia - ha acquistato la società felsinea all'interno di una cordata guidata da lui e dall'avvocato newyorkese Joe Tacopina, che poi per divergenze con l'ex socio ha scelto di farsi da parte, diventando presidente del Venezia Calcio. Proprio il team lagunare è un altro da tempo entrato nelle mire dei capitali stranieri. La città, d'altra parte, è fra le più belle del mondo e chiunque riesca a riportare la sua squadra nel salotto buono del calcio non può che guadagnarne un certo prestigio. All'inizio ci ha provato un russo - l'imprenditore Jurij Korablin - ma non ha avuto per niente successo. Al suo posto è arrivata una cordata americana, che ha nominato come presidente proprio l'avvocato Joe Tacopina, che ha chiamato Pippo Inzaghi come allenatore. Rimanendo in Lega Pro troviamo altre squadre finanziate dai capitali stranieri. C'è il Pavia di Xiadong Zhu - proprietario del fondo Pingy Shanghai Investment - e il Sudtirol, acquistato da una cordata cinese guidata dall'uomo d'affari Chung Mi Wing. Ma non è finita qui: negli ultimi giorni sono circolate indiscrezioni di businessman asiatici intenzionati ad acquistare anche il Mantova. E Mike Piazza, ex stella del baseball, si è impegnato ad acquistare la maggioranza della Reggiana. E - c'è da scommetterci - questo non sarà l'ultimo caso.

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