Il Tirreno

Livorno

Protti, attenti, via: sta per nascere il Livorno di Igor

di Fabrizio Pucci
Protti, attenti, via: sta per nascere il Livorno di Igor

C’è l’ok di Spinelli e Armenia per il ritorno in società, la firma è a un passo

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L'agenda amaranto è piena d'appunti, fitta di impegni. C'è da scegliere l'allenatore, ci sono da confermare i giocatori in scadenza. Anzi. Per la verità i cinque su cui è caduta la preferenza della società devono dare una risposta entro i primi giorni della prossima settimana. La priorità, però, è un'altra. E' qualcosa che precede tutto il resto perché attiene al senso di appartenenza e dalle nostre parti, quando vengono tirare fuori quelle tre parole c'è poco da scherzare. In altri termini, deve essere ricostruito, rinfrescato l'ambiente. Come? Con una spruzzata di livornesità. C'è un uomo che può fare tutto questo. In lui il tifoso amaranto riesce a se stesso e il Livorno. Quell'uomo è Igor Protti che - rispetto a qualche giorno fa - è più vicino al 'ritorno a casa'.

LAVORI IN CORSO. Quest'anno Aldo Spinelli ha sbagliato tutto quello che c'era da sbagliare. E anche di più. Lui lo sa e ora, almeno nelle dichiarazioni di queste settimane, intende rimediare ai propri errori. Sa fin troppo bene che l'ingresso in società del Signore delle Reti gli garantirebbe una riapertura di credito presso i tifosi. Sa pure che con Protti non si scherza, perché se Igor ci mette la faccia lo fa solo se ne sussistono le condizioni. Attenzione. Non le condizioni per comandare e sbattere i pugni sulle scrivanie. Ma quelle sufficienti e necessarie per avere voce in capitolo. Primo: l'esistenza di un programma serio contempla la costruzione di un progetto per la risalita in B. Secondo: la possibilità di partecipare a un confronto sulle scelte tecniche. Nei giorni scorsi il presidente ha delegato il dg Paolo Armenia di contattare il 10persempre. E l'approccio tra le parti, sebbene cordiale e fondato sulla reciproca volontà di chiudere in senso positivo, era stato tiepido e nulla più. D'altronde non è facile trovare un ruolo ad hoc per Protti visto che - sebbene lui non abbia velleità di sedersi a tutti i costi dietro la scrivania - il Livorno un direttore sportivo (Franco Ceravolo) ce l'ha fino a tutto il 30 giugno 2017.

MARCIA DI AVVICINAMENTO. Nelle ultime ore di ieri, invece, la strada da tortuosa che era, ha raddrizzato qualche curva e ora c'è uno spiraglio per addivenire a una felice conclusione della trattativa. Certo. Il condizionale è d'obbligo, perché ci sono ancora angoli da smussare e nulla può essere dato per scontato, ma forse dal 2005 (anno in cui Igor appese le scarpe al chiodo) a oggi il Livorno e Protti non sono mai stati così vicini a 'risposarsi' ammesso e non concesso che si siano mai separati. In effetti tutte le parti in causa hanno l'interesse a che il matrimonio s'abbia da fare. Lo vuole Spinelli, per i motivi di cui sopra. Lo vuole Protti che tornerebbe - anche se purtroppo non più da giocatore - a fornire un contributo fattivo alla società che ama di più. Lo desidera fortemente il terzo soggetto - la tifoseria - che non vede l'ora di riabbracciare il suo idolo, ieri sua estensione sul campo e forse domani uomo simbolo della società e garanzia dell'esistenza di un progetto che si basa su fondamenta solide.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web