Gioco
Ceravolo resta e si muove, Gelain congelato
Avanti con il direttore sportivo, primi colloqui con i giocatori in scadenza. Ma il tecnico è in stand-by
LIVORNO. «Resto se c’è un progetto preciso, ambizioso e a breve scadenza», aveva detto Franco Ceravolo nei giorni scorsi. Ieri mattina, nel summit di Genova con il presidente Aldo Spinelli e il direttore generale Paolo Armenia, è arrivata la prima bozza di questo progetto. E il direttore sportivo non si è tirato indietro, segnale di un ruolo da protagonista per il Livorno nella prossima stagione. E non poteva essere altrimenti, vista la sofferenza del popolo amaranto per la clamorosa retrocessione in Serie C di poche settimane fa. Il mercato del Livorno sarà quindi nelle mani di Ceravolo, arrivato alla fine di gennaio e con un contratto fino al 30 giugno del prossimo anno. Toccherà a lui, quindi, costruire una squadra all’altezza della situazione.
GELAIN IN STAND-BY. L’altra novità riguarda Ezio Gelain, in scadenza e messo in stand-by dalla società. Congelata per una decina di giorni, quindi, la posizione del tecnico amaranto, il migliore per media punti delle ultime due stagioni. Il Livorno sta infatti valutando anche altri profili, allenatori con maggiore esperienza in Lega Pro. Non soltanto Cristiano Lucarelli e Antonio Filippini, quindi, ma nella testa di Ceravolo ci sono anche altri nomi. Non è comunque da escludere completamente la conferma dell’ex vice di Davide Nicola, anche se nelle ultime ore ha perso posizioni nelle preferenze della società amaranto. Dalla parte di Gelain resta il grande lavoro svolto nell’ultimo mese di campionato, nel quale ha sfiorato una clamorosa salvezza, mancata solo per colpa degli errori di Pinsoglio e di Nasca.
PRIMI COLLOQUI. Nel pomeriggio di ieri, dopo il summit negli uffici genovesi di Spinelli, Ceravolo si è incontrato al centro Coni di Tirrenia con alcuni giocatori in scadenza. Da Andrea Luci a Marco Biagianti, passando per Daniele Vantaggiato e Martino Borghese. Una sorta di primo approccio per valutare le disponibilità a scendere in Lega Pro, considerando sia le ambizioni personali che l’aspetto economico, visto che gli ingaggi - in caso di rinnovi - saranno decisamente più bassi. Una conseguenza logica della retrocessione, dato che in C le entrate sono minori rispetto che in B.
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