Il Tirreno

Livorno

Pistoia capitale ma lo sport è senza tetto

di Saverio Melegari
Pistoia capitale ma lo sport è senza tetto

Lo stadio Melani fa 50 anni e casca a pezzi dal soffitto del palaCarrara piove sul parquet

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PISTOIA. «Son Vanni Fucci bestia, e Pistoia mi fu degna tana». Siamo nel XIII secolo nell'inferno dantesco eppure il tempo sembra essersi fermato da queste parti. Se la citazione del sommo poeta relativa a Pistoia nella Divina Commedia andava ad individuare il pistoiese Vanni Fucci come il personaggio più negativo di tutto l'Inferno, oggi in quella che nel 2017 sarà la Capitale Italiana della Cultura c'è un altro tipo di grande enigma ed handicap clamoroso di tutta la città: gli impianti sportivi.

E questo nonostante i vari campionati appena conclusi abbiano decretato un predominio regionale abbastanza netto in diverse discipline per la provincia di Pistoia, oramai piccola “Basket City” ma anche "Footballshire".

Vittorie ampiamente offuscate da strutture inadeguate e impiantistiche rimaste ferme agli anni Settanta o giù di lì, scontentando ovviamente tutte le società. Un inferno diventato ancora più infame dopo quel maledetto 5 marzo 2015: la "tempesta perfetta di vento" che ha cambiato le sembianze della città e arrecato gravi danni all'impiantistica con il Tc Pistoia devastato, il pallone di pattinaggio spazzato via e sul quale ancora non è stato rimesso nemmeno un euro diventando persino ricettacolo per la malavita.

IL CALCIO VOLA... E' da qui che parte il nostro viaggio nei trionfi di un 2015/16 da ricordare. Al comando c'è la Pistoiese che per il secondo anno consecutivo ha ottenuto una salvezza soffertissima in Lega Pro facendo comunque vedere che nella vecchia Serie C ci può stare. Un gradino più in basso l'incredibile annata in Serie D del Valdinievole Montecatini: da neopromossi, i termali hanno provato addirittura a piazzare il colpo Lega Pro, perdendo ad un metro dal traguardo contro il Gavorrano. Scendendo ancora più giù, c'è una Larcianese che si è portata a casa la Coppa Toscana di Eccellenza (oltre ad arrivare ai playoff), il Pontebuggianese che ha vinto il girone A di Promozione al termine di un gran duello con la Lastrigiana con tutti che pensavano ad una loro retrocessione. E poi la Prima Categoria con il "double" dell'Aglianese, campionato e Coppa: in casa neroverde le ambizioni sono tantissime visto che si punta almeno all'Eccellenza nel giro di un paio di anni.

Già così saremmo al top, ma non basta: in Seconda categoria ci sono stati i passaggi in Prima per Cerbaia (Girone B) e Amici Miei (Girone D) oltre che quello del Casalguidi grazie a dei playoff entusiasmanti. E in chiusura ci sono stati due nuovi arrivi in Seconda per Veneri e Cecina 2000 che rinforzano la pattuglia di ben 17 squadre al penultimo livello del calcio Figc.

... IN UN MARE DI PROBLEMI. Vedere un bilancio del genere fa stropicciare gli occhi ma poi calarsi nella realtà quotidiana è da brividi. La Pistoiese gioca in uno stadio vetusto (soffia in questi giorni 50 candeline) con alcuni settori da demolire e dal 30 giugno l'agibilità attuale scade con il Comune che deve garantire, nel giro di un paio d'anni, lavori per 300mila euro per adeguarsi alle normative vigenti onde evitare trasferimenti o chiusure. Una Pistoiese che chiede spazio in città perché, di fatto, la squadra professionistica non ha un campo dove allenarsi. C'è un centro sportivo che potrebbe essere un grande punto d'interesse per attività e investimenti come "Pistoia Ovest" ma ancora si temporeggia sui lavori e sull'affidamento in gestione. Anche perché il Comune, in un anno e mezzo, non è ancora riuscito a vergare il bando di gara per l'assegnazione delle strutture sportive cittadine che slitterà a settembre, come minimo, rimandando l'entrata a regime delle nuove norme alla stagione 2017/18. Ci sono solo due campi da calcio in erba sintetica: uno è stato rifatto cinque anni fa ma ci si può giocare al massimo le partite di Prima Categoria (ma quando piove è lì che la Pistoiese va ad allenarsi), mentre un altro (Legno Rosso) è al centro di una querelle giudiziaria fra i vecchi gestori ed il Comune e, nel frattempo, sta cadendo in malora senza l'adeguata manutenzione. Per non parlare della Valdinievole: a Montecatini dovranno partire a breve i lavori per un profondo restyling dello stadio "Mariotti", lasciato in malora per diversi anni.

IL GRANDE BASKET. Se oramai Pistoia è stata ribattezzata Basket City un motivo ci sarà. Il grande entusiasmo instaurato in tutta la Toscana dalla Tesi Group è clamoroso, così come i risultati: sesto posto in A, possibilità (forse non sfruttabile per non fare il passo più lungo della gamba) di giocare una Coppa europea, la qualificazione alla Coppa Italia ed un nuovo main sponsor, The Flexx, attratto dalla piazza.

Qui, a livello toscano, il traino arriva anche dal settore giovanile: il Pistoia Basket Academy ha conquistato i titoli toscani Under 18, 16, 15 e 13 (il massimo che poteva fare), ha collaborazioni con varie società (Bottegone, Prato, Viareggio) e adesso proverà a portare a casa almeno un altro tricolore dopo quello dello scorso anno dell'Under 17.

La Serie B invece regala la permanenza ad un livello altissimo per due realtà "di nicchia" come Bottegone, che ha buttato nel fosso il Don Bosco Livorno ai playout, e Monsummano che dal prossimo anno si chiamerà Montecatini per vedere di attirare l'altro grande bacino di pubblico della zona per la palla a spicchi.

Ci sono poi i trionfi: le promozioni in C Gold di Agliana (arrivata già a febbraio) e di Montale, quella in C Silver del Dany Quarrata che ha sconfitto ai playoff Meloria.

SENZA UNA CASA. Se Atene (il calcio) piange, Sparta (il basket) non ride. Il PalaCarrara, fulcro dei successi Pistoia Basket, ha passato stagioni complicate con forti infiltrazioni di acqua dal tetto e per fortuna nessuno si è mai fatto male e non ci sono state sospensioni di partite. Ma pensate un po' a cosa bisogna appellarsi per non fare figuracce: a Giove Pluvio. Durante quest'estate, però, il tetto dovrebbe essere rifatto ex novo sperando che non succeda più niente.

Anche Bottegone deve giocare lì perché non ha una palestra adeguata, mentre Monsummano ha un palasport da 300 posti e si trasferisce a Montecatini perché la società ha avuto problemi con i gestori della palestra sui costi di affitto. C'è poi un auditorium da 1500 posti, dove è partita negli anni '80 la storia del basket, oramai inutilizzabile perché non ha le sufficienti misure di sicurezza dalla linea di fondo campo alle tribune. Per non parlare delle palestre (che non ci sono) per le scuole e per tante società che portano avanti l'attività giovanile.

Se poi uno pensa che l'ultima palestra costruita non può essere sfruttata da nessuna squadra perché il campo non ha le misure regolamentari, il quadro è completato...

GLI ALTRI SPORT. Ma la capitale della cultura è anche capitale dello sport. E così accanto a calcio e basket c'è l'Hockey Club Pistoia in A2 su prato che non ha un campo tutto suo e, con l'aiuto della federazione, andrà a costruirne uno a Marliana, comune del primo Appennino, a rischio utilizzo in inverno causa neve.

La Chiti Scherma, una delle società top a livello regionale, è in A1 a squadre femminile ed ha un giovane talento come Nicol Foietta che sta crescendo all'ombra delle "big" della spada. Però, per allenarsi c'è da stare attenti perché se si alza l'arma si picchia nel soffitto dello scantinato, o quasi, nel quale sono costretti ad allenarsi e se vogliono organizzare qualche evento di spessore c'è da emigrare al PalaTerme di Montecatini.

Il Rugby Pistoia, C2, è sempre alla ricerca di un campo ufficiale che da 10 anni non arriva.

L'olimpionica di Londra 2012 Alice Nesti (nella staffetta 4x200 stile con Mizzau e Pellegrini) ed il suo compagno di allenamenti Niccolò Bonacchi, campione italiano dei 50 dorso, cercano le migliori performance nella piscina "Boario" di Pistoia, il top: 25 metri, profondità massima di un metro e sessanta, le impalcature a bordo vasca perché il soffitto è pericolante e non ci sono i soldi per risistemarlo. E si allenano lì perché l'altra piscina, la "Fedi" che è di proprietà della Provincia, è al centro di una lunga diatriba per la gestione e da metà giugno sarà nuovamente chiusa.

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