Il Tirreno

Livorno

«Le azzurre ci faranno divertire»

w

Quinta qualificazione di fila per il volley rosa: «Bel mix d’esperienza e freschezza»

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Maurizia Cacciatori, lo scorso week end era a Pisa per far giocare i bambini all'Happy Meal Sport Camp di McDonald's. Come è stato il ritorno nella città toscana con cui, come racconta spesso, ha un forte legame anche se è nata a Carrara e vive a Livorno dopo aver sposato un livornese?

«E' andato tutto alla grande. In Piazza Vittorio Emanuele II, dove era allestito il Villaggio dello Sport di McDonald's sono passati circa mille bambini che hanno potuto giocare e provare differenti discipline. Peccato solo che il maltempo abbia impedito di fare attività il secondo giorno. L’anno prossimo sarebbe molto suggestivo vedere giocare i bambini in Piazza dei Miracoli, proprio ai piedi della Torre».

Pisa e la famiglia Cacciatori, un legame che nasce molto lontano nel tempo. Suo padre è stato portiere della squadra neroazzurra che conquistato la promozione in Serie B a fine anni ’60. Oggi come vivete questa doppia finale?

«Mio papà parla sempre di Pisa e, quando lo fa, vedo l'amore nei suoi occhi. Credo sia stato tutto quello che questa città gli ha dato e quello che i tifosi gli hanno trasmesso. Nonostante in quegli anni io fossi piccola, grazie ai suoi racconti e alle sue parole ogni volta è come se rivivessi le sue emozioni. Per lui e i suoi compagni la promozione in Serie B è stata come vincere lo scudetto; se la magia dovesse ripetersi con la squadra di Gattuso sarà come ripercorrere quelli che sono stati momenti unici della sua vita».

Il legame con la città della Torre prosegue poi con la nascita due figli proprio a Pisa...

«Pisa è per me è una seconda casa, ho sempre desiderato fosse così anche per i miei bambini. Nonostante sia nata a Carrara e viva a Livorno, ogni volta che torno a Pisa rimando affascinata dall'atmosfera di questa città: la magia del centro, delle vie e della Torre».

I suoi figli sono stati influenzati dalla grande tradizione livornese nella scherma e oggi tirano di fioretto anziché aver seguito le orme sue nel volley o di suo marito nel basket.

«Ho lasciato ai miei figli la libertà di scegliere in autonomia e questo per me è un orgoglio. Sarebbe stato da una parte troppo semplice e dall'altra, forse, troppo difficile scegliere il mio stesso sport o quello del papà. Il fatto che entrambi abbiano scelto uno sport nobile come la scherma mi ha spinta a conoscere valori nuovi».

In occasione dell'Happy Meal Sport Camp, ha incontrato Salvatore Sanzo, assessore allo sport pisano e presidente del Coni Toscana, ma prima ancora campione olimpionico proprio nella scherma. Ha chiesto qualche dritta?

«Sì, mi sono fatta dare qualche suggerimento, faccio davvero fatica a capire tutte le regole e ricordare tutte le figure. Aver incontrato Salvatore è stata un'ottima occasione perché per tornare a casa e farmi trovare più preparata».

Torniamo alla pallavolo: siamo alla quinta qualificazione olimpica consecutiva del volley azzurro femminile da quella storica di Sydney 2000 della nazionale capitanata proprio da lei. Come vede le ragazze di Bonitta a Rio de Janeiro?

«Avendo vissuto la loro stessa situazione so benissimo che questa sarà un'esperienza straordinaria. La squadra è composta da veterane e ragazze che stanno muovendo i loro primi passi nel grande volley e lo faranno partecipando ad un evento di portata internazionale, sarà per loro un'ottima scuola. Tra le piccole c'è Alessia Orro: palleggiatrice diciassettenne. È giovane e già è arrivata alle Olimpiadi, spero faccia tanta strada e questo è per lei solo l'inizio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web