Gioco
L’Inter ormai è made in China Al Suning di Jindong il 68%
MILANO. L'accordo sembra ormai essere stato raggiunto e suggellato da un brindisi "alla nuova famiglia nerazzurra" tra il numero uno dell'Inter Erick Thohir e il presidente del Suning Commerce Group...
MILANO. L'accordo sembra ormai essere stato raggiunto e suggellato da un brindisi "alla nuova famiglia nerazzurra" tra il numero uno dell'Inter Erick Thohir e il presidente del Suning Commerce Group Zhang Jindong. L'annuncio del passaggio delle quote di maggioranza dell'Inter (si parla del 68%) al colosso cinese del commercio di elettrodomestici, dovrebbe avvenire invece solo oggi, nel corso di una conferenza stampa appositamente organizzata a Nanchino (è probabile che sia alle 15 ora locale, alle 9 di mattina in Italia) e che potrebbe anche essere trasmessa dal canale satellitare nerazzurro Inter Channel.
La giornata di ieri è stata però fondamentale per portare a termine l'operazione, grazie ad un summit tenutosi al Sofitel Zhongshan Golf Resort di Nanchino (la stessa location in cui dovrebbe tenersi la conferenza stampa di oggi) al quale ha partecipato la delegazione nerazzurra giunta in Cina in mattinata da Milano, formata dall'amministratore delegato Michael Bolingbroke, dal vice presidente Javier Zanetti (applauditissimo al suo arrivo in aeroporto), dal Chief Football Amministrator Giovanni Gardini, dal direttore commerciale Michael Gandler, dal direttore della comunicazione Robert Faulkner e dall'International Business Director Richard Lamb.
A rappresentare la società cinese, invece, il Ceo e il vice presidente del Suning Investment Group Ren Jun e Yang Yang. Successivamente, dopo l'arrivo a Nanchino del presidente dell'Inter Erick Thohir, le due delegazioni si sono spostate presso la villa del numero uno della gruppo cinese Zhang Jindong, dove al termine del vertice risolutivo, le due parti hanno voluto brindare all'accordo raggiunto. Del resto, ormai da settimane tutti i documenti sono stati esaminati da entrambe le parti e quindi non servirà altro tempo supplementare, salvo sorprese, per apporre le firme sull’accordo.
Del resto non è un mistero che la delegazione interista che ha già previsto la ripartenza per Milano nella giornata di domani. Per molti addetti ai lavori questo è un segno dell’evoluzione della trattativa, per la serie che non serviranno ore aggiuntive per definire l’intesa. Come sulla valutazione complessiva dell’Inter – data dalla stessa Suning – non ci dovrebbero essere più questioni: circa 500 milioni la cifra individuata. Sabato erano girate voci su un abbassamento delle quote di Thohir sotto il 20%.
Nessuna conferma né se andrebbero a Suning o se resterebbero a Moratti. A proposito dell’ex presidente Moratti, i cinesi ipotizzano di tenerlo come grande consigliere che conosce l’ambiente e può dare preziosi consigli al nuovo amnagment.
Intanto sul presidente uscente, l’indonesiano Thohir, piovono critiche da un ex pesante. «Inter cinese? Non mi sorprende perchè era inevitabile che Thohir vendesse dopo il fallimento del progetto.Voto a Thohir? Confermo il 4 e se n'e accorto anche lui. Poteva fare ciò che faranno altri». Lo ha dichiarato a "Tutti convocati" su Radio 24 l'ex ad dell'Inter Ernesto Paolillo. Il giudizio dell'ex dirigente nerazzurro sulla gestione Thohir è negativa.
«Thohir ha chiuso alla pari e gli è andata bene perchè il suo bilancio è stato fallimentare. I cinesi tratteranno l'Inter come una multinazionale. Hanno margini per espandere il marchio» le parole di Paolillo a commento della situazione che vedrà quasi certamente la vendita della società ai cinesi.
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