Gioco
Era scritto: Lanciano graziato, Livorno in C
Neanche l’ultimo deferimento cambia le carte in tavola, il Coni “salva” chi non paga. Amaranto chiudono terzultimi ma...
LIVORNO. Cosa vi aspettavate? Un briciolo di giustizia? Mai dai... Anche l’ultimo atto della telenovela-Lanciano si trasforma in una buffonata, con il Coni che dichiara inammissibile i nuovi ricorsi, gettando nel ridicolo il procuratore federale Palazzi. Lo stesso che aveva chiesto il meno 12 al Pisa... Le cose sono due: o chiede le penalizzazioni a caso, oppure farebbe bene a dimettersi.
LA SENTENZA. Queste le otto righe sprecate dal Coni sul proprio sito per dire che il ricorso era inammissibile “La Seconda Sezione del Collegio di Garanzia dello Sport, presieduta dal prof. Zimatore, ha respinto il ricorso presentato dalla Procura Generale operante presso il CONI e dalla Procura Federale FIGC contro Claude Alain Di Menno di Bucchianico nonché contro la Società S.S. Virtus Lanciano 1924 s.r.l. Ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura Federale FIGC relativamente al motivo proposto contro il sig. Angelo Castrignanò. Infine, ha compensato per intero tra le parti le spese del giudizio. Ciò premesso, rimane inalterato quanto disposto, sul piano sanzionatorio, dalla decisione della Corte Federale d'Appello FIGC, Sezioni Unite, il 13 maggio”.
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FA BENE CHI NON PAGA. I discorsi (del Coni) li porta via il vento. La realtà dei fatti è che il Lanciano non ha pagato gli stipendi e non è stato penalizzato. Quindi? Fa bene chi non paga? Fanno bene i furbetti che si indebitano? A quanto pare sì perché alla fine hanno vinto loro. In futuro facciamo anche noi un po’ meno i commercialisti e un po’ più gli ambiziosi.
ALTRO RICORSO. Adesso si apre un’altra pagina che però non ci interessa più di tanto. Il 9 giugno ci sarà infatti un altro processo a carico del ds Leone e in questo caso la pena massima sarebbe un -2. Processo che non si sarebbe aperto se ieri fosse arrivata una penalizzazione di 2 o 3 punti.
IN C DA TERZULTIMI. A questo punto, tanto vale che il 9 non ci sia altre penalizzazioni per il Lanciano. Quantomeno, con la classifica attuale, il Livorno chiuderebbe terzultimo: non si sa mai, in vista di ripescaggi o chissà che cosa, anche se sinceramente non ci speriamo più di tanto. Probabile che il meno 2 al Lanciano venga comunque comminato per la prossima stagione. L’unica differenza sicura è che la società, chiudendo terzultima invece che penultima, incassa 100mila euro in più di paracadute.
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ORA TOCCA A SPINELLI. Da oggi sono finite le perdite di tempo. Aldo Spinelli (purtroppo) dovrà smettere di illudersi che ci sia ancora una speranza, e per fortuna non farà la guerra a un sistema nel quale bene o male siamo dentro. Piuttosto ci aspettiamo che si metta una mano sulla coscienza e una mano sul portafoglio. Non c’è bisogno di spese folli, ma c’è bisogno di un progetto e un progetto richiede un investimento. Perché altrimenti dalla serie C non ci si esce. Limitarci a maledire gli errori (clamorosi) di Nasca, di Pinsoglio e della (in)giustizia sportiva sarebbe miope, qui il più grande errore è stato nella gestione casuale del Livorno Calcio negli ultimi 3 anni. Ognuno si prenda le sue colpe, invece di scaricarle sempre. Mettiamola così: la sentenza di ieri da vergogna del Coni è degna della stagione da vergogna del Livorno.
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