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Basta allenamenti, se ne vanno tutti a casa

Basta allenamenti, se ne vanno tutti a casa

Pochi rimpianti su chi lascia. A oggi ci sono 5 giocatori sotto contratto e i casi Jelenic-Vantaggiato

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LIVORNO. Tutti a casa. La pseudo sentenza arrivata ieri ha ufficializzato la retrocessione del Livorno in Lega Pro e così il campionato appena concluso è già materiale per gli storici. Ciao Serie B, speriamo di rivederti presto.

Di sicuro prima dei 30 anni impiegati l'ultima volta che capitò la sventura di salutare - in discesa - la cadetteria. Tutti a casa. E non c'è nessun riferimento al celebre film con Alberto Sordi sui giorni immediatamente successivi all'armistizio del '43. Qui l'unica guerra che è stata fatta - per fortuna - è stata a suon di carte bollate.

E ora che tutto è finito per i giocatori sta per arrivare il rompete le righe. Il programma settimanale stilato dalla società e consegnato ai tesserati che prevedeva alle 20.30 di sabato la partita Livorno-Salernitana è diventato carta straccia: allenamenti conclusi, il Centro Coni resterà deserto per un mese e mezzo, fino al giorno del raduno per la prima stagione di serie C da quattordici anni a questa parte.

Da oggi inizia il futuro con poche certezze di nome Lambrughi, Ceccherini. Gonnelli, Gasbarro, Moscati date dai contratti in essere, e tanti punti interrogativi visto i giocatori di proprietà sono finiti con l'esiguo elenco appena enumerato. Tra l'altro neanche il vincolo con la società mette al riparo uno o più di questi calciatori dalla partenza visto che tutti hanno mercato in B.

Restano da sciogliere di nodi di Jelenic e Vantaggiato (opzione con diritto di conferma) e dei senatori Luci ed Emerson. Soprattutto, però, serve chiarezza da parte della società. Se Spinelli vuole può costruire uno squadrone in grado di rimbalzare subito in serie B, ma qui sta il punto: vuole? Fonti a lui vicine lo descrivono come sempre: dall'umore oscillante. Un giorno vuole ammazzare il campionato, ventiquattro ore dopo pensa di puntare sui giovani.

È arrivato il tempo di scendere dall'altalena e di fare le cose perbene, con asciutta concretezza e attraverso una programmazione seria e razionale. La maglia e i tifosi meritano rispetto. E in questa categoria, meno ci stiamo e meglio è.

(f.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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