Gioco
Sulle spiagge siciliane il Real è il Viareggio: campioni d’Europa
L’airone Ramacciotti e Jeky Valenti firmano la rimonta, poi la lotteria dei calci di rigore: versiliesi sempre in gol
CATANIA. In quella coppa sollevata al cielo c’è una squadra e la ragione della sua esistenza. Il Viareggio è campione d’Europa di beach soccer, ma mai lo sarebbe diventato se la vita di Matteo Valenti non si fosse spezzata.
Drammaticamente, troppo presto, dodici anni fa. I ragazzi del Muraglione ne farebbero volentieri a meno di quel trofeo. Lo sport non cancella il dolore: può però lenirlo, almeno in parte. I bianconeri hanno piegato ai rigori l’Artur Music nell’atto conclusivo della Euro Winners Cup. Perennemente con la testa sott’acqua, costretti a sbracciare per riemergere in superficie tra mille complicazioni: mancava Simone Marinai, il capitano, squalificato. Restare calmi e non perdere la fiducia neppure quando si è sotto 2-0 dopo appena cento secondi è testimonianza di quella maturità che in passato era mancata. Ne aveva perse già due di finali, il Viareggio.
Stavolta, però, doveva finire diversamente. Il missile di Ozu al tramonto del primo tempo ha convinto i bianconeri che crederci era un obbligo e non un optional. Il pari di Gori cancellato dai bolide di Borsuk e dal piazzato su tiro libero di Stankovic. Serviva la specialità della casa, la rovesciata di un “Jeky” Valenti che come pochi al mondo sa coordinarsi in un fazzoletto e spedire la palla nell’angolo lontano, là dove il portiere avversario mai può arrivare.
Una lotta di nervi, l’Artur Music in fuga, il Viareggio, tenace e indomito, ad inseguirlo. E abile a sfruttare le occasioni, come il rigore realizzato dal glaciale Ramacciotti, che dopo i pali colpiti in rapida sequenza da Gori e Ott, si è fatto male, seriamente all’apparenza, tanto da restar fuori per diversi minuti. Quando Glutskyi ha freddato Carpita da un metro, qualcuno convinto che la rimonta non sarebbe stata possibile, salvo poi ricredersi nel terzo ed ultimo tempo, quello della riscossa. Il blitz di Ramacciotti ha rianimato una fiamma che si stava via via spegnendo. E poi il sinistro violento di Valenti a buttar giù la porta.
Era scritto che fosse lui, “Jeky”, a trasformare l’incubo in potenziale sogno. La traversa di Stankovic ad una manciata di secondi ha fatto salire a mille le palpitazioni. I supplementari sono stati tre minuti di nulla assoluto, eccezion fatta per una parata da gigante di Carpita. Come in semifinale contro il Braga, il confine tra vittoria e sconfitta lo hanno tracciato i rigori. Era andata bene sabato, è accaduto lo stesso ieri. Tutti implacabili dal dischetto. Tutti tranne uno, che di cognome fa Zborovskyi. Dopo di lui, il pallone in mano lo ha preso Andrea Carpita e con tutta la rabbia che gli era rimasta in corpo, lo ha scagliato in porta, cancellando con un colpo di spugna un paio di indecisioni che lo avevano tradito nel corso della finale.
Dodici ragazzi sul tetto d’Europa, undici dei quali viareggini. Ricordandosi ogni istante l’origine di questa immaginifica impresa. Un nome e un cognome: Matteo Valenti.
LE FORMAZIONI:
Artur music: Sydorenko, Tymoshenko, Borsuk, Glutskyi, Butko, Slobodianiuk, Rysenko, Korniichuk, Ott, Stankovich, Zubenko, Zborovskyi. All. Zubenko.
Viareggio: Carpita, Cinquini, Genovali, Ramacciotti, Ste. Marinai, Remedi, Gori, Ozu, Gemignani, Valenti, D'Onofrio. All. Santini.
Reti: 1' pt Rysenko, 2' pt Stankovic, 11' pt Ozu, 1' st Gori, 1' st Borsuk, 2' st Stankovic, 4' st Valenti, 6' st Borsuk, 7' st Ramacciotti, 11' st Glutskyi, 6' tt Ramacciotti, 11' tt Valenti.
Sequenza rigori: Stankovic (A) gol, Ozu (V) gol, Kornichuk (A) gol, Remedi (V) gol, Butko (A) gol, Gori (V) gol, Rysenko (A) gol, Valenti (V) gol, Glutskyi (A) gol, Ramacciotti (V) gol, Borsuk (A) gol, Ste. Marinai (V) gol, Zborovskyi (A) alto, Carpita (V) gol.
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