Il Tirreno

Livorno

Buti spiega Picchi «A 17 anni andai al suo funerale...»

Buti spiega Picchi «A 17 anni andai al suo funerale...»

Il suo legame con la città, il suo carattere da leader, il suo ruolo rivoluzionario. Armando Picchi ha portato il nome di Livorno in ogni angolo del mondo, vincendo tutto da capitano della Grande...

2 MINUTI DI LETTURA





Il suo legame con la città, il suo carattere da leader, il suo ruolo rivoluzionario. Armando Picchi ha portato il nome di Livorno in ogni angolo del mondo, vincendo tutto da capitano della Grande Inter e restando sempre attaccato alle origini. E Federico Buti (nella foto), ex caposervizio di quattro settori diversi della nostra redazione (cultura e spettacoli, attualità, regione e sport), ha scritto un libro su di lui legando proprio i suoi successi e i colori della sua città. Edito dalla Pacini, “L’Armando furioso – Picchi, fra storia e mito” è stato presentato ieri - giorno del 45esimo anniversario della scomparsa - al ristorante Qb davanti a una settantina di persone. «Non avevo neanche 17 anni quando venne ucciso da una malattia misteriosa - spiega Buti, che ha parlato del libro insieme al giornalista Alessandro Guerrieri - andai al suo funerale e rimasi colpito dalla risposta dei cittadini, un corteo che attraversò tutta la città. Armando era amato da tutti, io ho cercato di raccontare lui e Livorno. Chiaramente c'è un clima nostalgico in questo volume, ma mi piace sottolineare una cosa: Picchi non era un predestinato e qui c'era chi lo criticava, ma ha lottato con tenacia, intelligenza e lungimiranza, cose che oggi mancano ai livornesi». Presente anche Paola Picchi, nipote di Armando: «Dopo 45 anni dalla sua morte - ha detto - ritrovarsi e vedere così tanta gente per lui è un orgoglio. Era una persona eccezionale, amava la sua città e ci ha lasciato tanti valori, il rispetto nei confronti degli altri. Avevo 9 anni quando morì, ma ricordo ancora la sua semplicità». Emozionante anche il ricordo di Novilio Bruschini, allenato da Picchi nella stagione 1969/70: «Aveva una personalità incredibile. Non alzava mai la voce, gli bastava uno sguardo per farsi capire».

Gianni Tacchi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web