Gioco
I giocatori? No, ci premiamo da soli
La scelta originale del Club Porto: riconoscimenti a chi va sempre in trasferta
LIVORNO. La squadra è retrocessa? Quasi nessuno è stato all’altezza? E allora si premia i tifosi. Quelli più fedeli, quelli che hanno percorso chilometri su chilometri, quelli che hanno fatto mille sacrifici. Ecco l’iniziativa del club Il Porto – Corrado Nastasio, che nella classica cena di fine stagione ha consegnato un riconoscimento a 15 cuori amaranto, 15 aficionados quasi sempre presenti in trasferta. L’idea è nata proprio da Nastasio, alla guida di questo nucleo di sostenitori e punto di riferimento di tutto il tifo livornese. «In realtà pensavo a qualcosa del genere da un po’ di tempo – ha detto il campione d’Italia del 1970 – ma vista la retrocessione, è diventato il modo ideale per chiudere la stagione. Questi tifosi meritano un premio del genere, vengono in trasferta con noi da anni e sono troppo affezionati alla maglia, alla città e ai colori amaranto».
LA PREMIAZIONE. Applausi soprattutto per Antonella Romanacci, responsabile delle trasferte per il Coordinamento Club Livorno, e Graziano Battini, tifoso di Cecina, che hanno seguito gli amaranto in ogni stadio di questa Serie B: 21 trasferte su 21 per loro. Durante la cena al ristorante Jusbalino, sono stati premiati anche gli altri sostenitori, pure loro nel cerchio del club Il Porto e protagonisti negli ultimi anni sui pullman organizzati da Corrado Nastasio. Ecco i loro nomi: Maria Roberta Atzeni, Rosanna Balestri, Marta Bientinesi, Ferdinando Mantovani, Cesare Martelli, Roberto Nastasio, Anna Niccolai, Marco Niccolai, Marco Pierozzi, Fulvia Quilici, Marco Simi, Umberto Simi e Laura Tani. «L’amore per il Livorno è unico – hanno sottolineato questi tifosi – c’è grande delusione per la retrocessione, ma noi continueremo a seguire i colori amaranto dovunque. Le trasferte? Momenti unici, giornate bellissime. Ormai siamo un gruppo di amici».
IL PUNTO DI NASTASIO. «Le colpe di questa retrocessione vanno divise – ha aggiunto Corrado Nastasio – ma il primo responsabile è Spinelli, che è il presidente e ha commesso diversi errori. Lo sbaglio iniziale, e credo principale, è stato quello di prendere Panucci, un allenatore che non voleva fino in fondo e che ha creato un clima ostile all’interno dello spogliatoio. Gli altri tecnici? Mutti non era adatto, Colomba è stato sfortunato, mentre Gelain ha fatto un grande lavoro: intanto ha compattato il gruppo, poi c’è stata una crescita anche sotto l’aspetto del gioco. Peccato, se Ezio fosse arrivato prima...».
Gianni Tacchi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
