Gioco
Il golden gol di Trezeguet e la “lezione” della Spagna
Il torneo continentale ha regalato quasi sempre delusioni alla nazionale azzurra In particolare nelle finali del 2000 con la Francia e nel 2012 col 4-0 degli iberici
ROMA. Dalla prima finale davanti a soli 18mila spettatori, alla doppia vittoria della Spagna a Vienna e Kiev, passando per l’unico titolo europeo conquistato dagli azzurri, non senza l’aiuto di una monetina. È la breve, ma intensa, storia degli Europei di calcio, da piccolo torneo per squadre nazionali a gigante del calcio mondiale. Adesso, secondo molti, addirittura più duri dei Mondiali, sebbene non altrettanto affascinanti.
FRANCIA 1960. Il primo Campionato europeo per Nazioni si disputa in Francia. Il segretario della neonata Uefa, Henri Delaunay, approfitta del disgelo internazionale e organizza l’evento al quale prendono parte Francia, Urss, Cecoslovacchia e Jugoslavia, e quattro nazionali uscite dalle qualificazioni tra 17 squadre. L’Italia non c’è, non ha partecipato. I padroni di casa escono in semifinale, al termine di una rocambolesca sfida contro la Jugoslavia che s'impone 5-4. Nell’altra semifinale, l’Urss liquida la Cecoslovacchia, con un secco 3-0. Al Parco dei Principi, il 10 luglio 1960, davanti ad appena 18mila spettatori, si gioca la finale: i 90’ finiscono 1-1 e, solo ai supplementari, arriva il gol decisivo di Ponedelik. Il primo titolo europeo va quindi alla squadra di Lev Yashin, il mitico “Ragno nero”, uno dei più grandi portieri della storia.
SPAGNA 1964. Per le qualificazioni scendono in campo 28 nazioni, 11 in più rispetto al 1960. C’è anche l’Italia, ma gli azzurri non vanno oltre il secondo turno, eliminati proprio dai campioni in carica sovietici (decisivo il 2-0 dell’andata). In finale arrivano Spagna e Urss e a 6' dalla fine arriva lo storico gol di Marcelino che regala agli spagnoli il primo titolo continentale. In Spagna è festa nazionale, e l’orgoglio patriottico viene anche usato dal regime di Franco.
ITALIA 1968. Il boom economico e sociale degli anni ’60 non può non coinvolgere anche il calcio italiano. Nel 1968 le squadre sono 31, comprese tutte le grandi. La fase finale, sempre a quattro, si gioca in Italia, e gli azzurri affrontano in semifinale a Napoli l’Unione Sovietica. È l’Italia di Riva e Anastasi, di Facchetti e Mazzola, ma la sorte non sembra favorevole: palo di Domenghini e partita che finisce sullo 0-0 anche dopo i supplementari. Si tira la monetina negli spogliatoi e Facchetti torna in campo a braccia alzate. Nell’altra semifinale la Jugoslavia piega l’Inghilterra 1-0. Finale a Roma: 1-1 con gol di Dzaijc e Domenghini. Il regolamento prevede la ripetizione e, due giorni dopo, Valcareggi rivoluziona l’attacco: Italia batte Jugoslavia 2-0 con i gol di Riva e Anastasi. Gli azzurri sono campioni d’Europa.
BELGIO 1972. L'edizione degli Europei, con fase finale in Belgio, raccoglie ormai consenso unanime. Nelle file della Germania Ovest si mette in evidenza uno dei centravanti più forti di sempre, Gerd Mueller, e i tedeschi si aggiudicheranno il trofeo grazie alle vittorie sul Belgio in semifinale (2-1), e sull’Urss, 3-0 in finale. Gli azzurri vincono il girone di qualificazione con Eire, Svezia, Austria, nonostante un grave infortunio a Gigi Riva. E l’Italia si ferma ai quarti, eliminata dal sorprendente Belgio. Nella fase finale non c’è storia: Gerd Mueller realizza il gol decisivo contro il Belgio e ne fa altri due all’Urss. Nella propria carriera segnerà 69 gol in Nazionale (in 63 partite) e 365 nella Bundesliga.
JUGOSLAVIA 1976. In Jugoslavia la formula resta invariata: 32 le squadre iscritte, le promosse saranno quattro. Superfavorite sono la Germania Ovest, campione d’Europa (1972) e del mondo (1974), assieme all’Olanda di Johan Cruijff, il cui modulo di gioco ha rivoluzionato il mondo del calcio. L’Italia, guidata da Bearzot e Bernardini, attraversa un periodo grigio, e gli azzurri terminano al terzo posto nel girone preliminare, dietro Olanda e Polonia. Per il titolo si giocano 120’, con Cecoslovacchia e Germania inchiodate sul 2-2. Ma dal dischetto i cechi sono impeccabili: 5 su 5 trasformazioni, mentre ai tedeschi è fatale l’errore di Uli Hoeness.
ITALIA 1980. Gli Europei tornano in Italia dopo 12 anni e la formula cambia: alla fase finale partecipano otto squadre. L’Italia di Bearzot, rivelazionedei Mondiali del 1978 in Argentina (4° posto e grande gioco), ha tutte le carte in regola per far sognare i tifosi; ma il 23 marzo polizia e finanzieri entrano negli stadi per arrestare Manfredonia, Giordano e altri calciatori famosi: comincia così lo scandalo del calcioscommesse che coinvolgerà anche Paolo Rossi. Gli azzurri cominciano con uno 0-0 con la Spagna; poi 1-0 sull'Inghilterra (Tardelli) e un altro 0-0 col Belgio. In finale vanno però i “Diavoli rossi”, grazie alla migliore percentuale realizzativa. L’ultimo atto dell'Europeo 1980 porta la firma di Horst Hrubesch, autore della doppietta che regala il titolo alla Germania Ovest (2-1). Terzo posto alla Cecoslovacchia che batte l’Italia ai rigori.
FRANCIA 1984. Negli anni ’80 il calcio del Vecchio continente domina: ai Mondiali 1982 le prime quattro squadre sono europee. Quindi, la rassegna in Francia, due anni più tardi, si annuncia come la miglior vetrina possibile, ma c’è subito un clamoroso flop: l’Italia di Bearzot, campione del mondo, chiude il girone di qualificazione al penultimo posto. La formula della fase finale prevede una novità: le prime due squadre dei gironi non approdano subito in finale, ma affrontano le seconde in semifinale. In finale Francia e Spagna. Platini apre le marcature, Bellone raddoppia. Francia campione.
GERMANIA OVEST 1988. L’Italia che si presenta agli Europei 1988 è quella di Azeglio Vicini, squadra giovane formata dal blocco dell’Under 21. Nel primo gruppo passano Italia e Germania Ovest, fuori Spagna e Danimarca. Nella prima semifinale l’Olanda gela la Germania Ovest con un gol di Van Basten, a un minuto dalla fine (1-2). Nell’altra semifinale, giocata su un terreno pesantissimo, Russia batte Italia 2-0. Olanda e Urss si giocano il titolo. Gullit porta in vantaggio gli arancioni e poi Van Basten raddoppia con uno dei più bei gol della storia del calcio: destro al volo all’incrocio dei pali più lontano della porta di Rinat Dasaev.
SVEZIA 1992. In Svezia manca l’Italia, arrivata alla fine dell’era Vicini. C’è, invece, la Danimarca, ripescata per l’esclusione della Jugoslavia, dilaniata dalla guerra. E proprio i danesi, arrivati con il sorteggio, si laureano campioni battendo in finale i superfavoriti tedeschi.
INGHILTERRA 1996. “Il football torna a casa”: con questo slogan l’Inghilterra torna a ospitare una competizione internazionale, dopo l’unico precedente ai Mondiali 1966. Le squadre ammesse alla fase finale passano da otto a 16. L’Italia non supera la fase a gironi: sconfitta 2-1 dalla Repubblica ceca, viene eliminata anche per un errore dal dischetto di Zola contro la Germania (parata di Koepke). Le semifinali si decidono ai rigori: passano Repubblica ceca e Germania, fuori Francia e Inghilterra. Finale a Wembley e cechi in vantaggio su rigore al 58’: poi, il protagonista diventa Oliver Bierhoff che, prima pareggia, poi ai supplementari firma un “golden gol”, il primo nella storia degli Europei.
BELGIO-OLANDA 2000. L'11esima edizione degli Europei è una delle più grandi delusioni nella storia della nazionale azzurra. Nel Gruppo A vanno subito fuori Germania e Inghilterra. Bene gli azzurri, che vincono il girone a punteggio pieno. Negli altri gironi passano Spagna, Jugoslavia, Olanda e Francia. Nei quarti gli azzurri battono la Romania 2-0, mentre l’Olanda fa sei gol alla Jugoslavia. La semifinale Olanda-Italia resta nella storia: azzurri in 10 dopo appena 30’ per l’espulsione di Zambrotta; Toldo para un rigore a Frank De Boer, poi Kluivert calcia sul palo un secondo penalty. Finisce ai rigori e gli olandesi ne sbagliano tre su quattro. La finale è Francia-Italia e gli azzurri passano in vantaggio con Delvecchio ma vengono raggiunti all’ultimo istante da Wiltord. Si va ai supplementari e Trezeguet gela i tifosi italiani con un golden gol: finisce 2-1,.
PORTOGALLO 2004. Gli Europei giocati in Portogallo sono stati i più brutti nella storia e il catenaccio organizzato dalla Grecia ebbe la meglio su qualsiasi tentativo di gioco manovrato. Nel terzo girone nuova delusione per l’Italia di Trapattoni: gli azzurri vincono solo contro la Bulgaria (2-1), ma sono eliminati per differenza-reti. Svezia e Danimarca pareggiano 2-2 e si qualificano entrambe col famoso “biscotto”. La finale si gioca tra il Portogallo di Scolari e la Grecia di Otto Rehhagel. La difesa ellenica è ancora una volta impenetrabile e un colpo di testa di Charisteas al 57' affonda i portoghesi. La Grecia è campione d'Europa.
AUSTRIA-SVIZZERA 2008. L’Italia è in un girone di ferro, con Olanda, Romania e Francia. Gli azzurri prendono tre gol dall’Olanda, ma si qualificano grazie al successo sulla Francia (2-0). Nel Gruppo B e D dominio di Croazia e Spagna, mentre avanza anche la Russia di Arshavin. Questi gli accoppiamenti nei quarti: Portogallo-Germania, Croazia-Turchia, Olanda-Russia e Spagna-Italia. Passano tedeschi, turchi e russi, mentre la sfida degli azzurri con gli spagnoli non si sblocca dallo 0-0. Gli errori dal dischetto di De Rossi e Di Natale consegnano alla Spagna la terza semifinale della storia e, contro la Russia, le Furie rosse non avranno problemi (3-0). Anche la Germania approda in finale. Ultimo atto: la Germania domina i primi 20’, ma la tecnica degli spagnoli è superiore e Fernando Torres firma il gol che regala agli uomini di Aragones il secondo titolo europeo.
POLONIA-UCRAINA 2012. Si gioca l’ultima edizione a 16 squadre. Nel primo girone passano Repubblica ceca e Grecia, restano fuori i padroni di casa della Polonia e la Russia. Germania e Portogallo prevalgono su Danimarca e Olanda, nel secondo raggruppamento, mentre Spagna e Italia (che non si fanno male e pareggiano 1-1) procedono a braccetto, estromettendo l’Irlanda di Trapattoni e la Croazia. Nei quarti il Portogallo supera la Repubblica Ceca, la Spagna strapazza la Francia, la Germania ne fa quattro alla Grecia, e all’Italia di Prandelli questa volta sono favorevoli i rigori contro l’Inghilterra. In semifinali gli azzurri trovano la Germania e la eliminano con una doppietta di Balotelli, che mostra i muscoli, mentre alla Spagna sono necessari i rigori per avere ragione del Portogallo. Nella finale di Kiev, la Spagna campione del mondo e d’Europa in carica strapazza gli azzurri, calando il poker con Silva, Jordi Alba, Fernando Torres e Mata.
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