Gioco
Gavorrano in finale ma il Montecatini esce tra gli applausi
Termali sotto dopo 8 minuti, pareggiano a fine primo tempo Nella ripresa dormita su punizione: Salvadori chiude il conto
MONTECATINI. Alla fine la fiaccola della speranza del ripescaggio in Lega Pro, passa nelle mani della squadra più attrezzata, il Gavorrano. Al Montecatini, forse non ancora pronto per il salto, resta la soddisfazione per il meritato secondo posto al termine della stagione regolare, l’approdo alla finale playoff e gli scroscianti applausi del proprio pubblico che ha gremito le tribune del Mariotti. Per i minerari del riconfermato mister Vitaliano Bonuccelli inizia adesso la lunga attesa, fra probabili fusioni di club e sicuri fallimenti, mentre il Montecatini proverà a gettare le basi per un solido futuro.
L’ultimo atto per entrambi i sodalizi di una estenuante stagione di gioca nel rovente catino del Mariotti, sotto un sole già estivo. Giovanni Maneschi ha le scelte quasi obbligate per i forfait di Ferrari, Michelotti, Mazzanti e Marchetti ma punta sul 4-3-3. Sull’altro fronte Bonuccelli che ha molta più scelta lascia fuori il temuto bomber Carnevale inizialmente, optando comunque per il 3 -4-2-1, suo marchio di fabbrica. Ma ogni tattica salta quando Vettori all’8’ atterra Boccardi in area termale e l’arbitro non ha esitazione ad indicare il dischetto. Giusti intuisce la rasoiata di Lombardi, ma non basta, la sfera si insacca a fil di palo. Uno a zero e partita tutta in discesa per gli ospiti, obbligati a vincere in virtù del peggior piazzamento.
Il Montecatini cerca di rialzare la testa. Gialdini non è mai stato un goleador però il suo tiro al 10’ supera Bertolacci ma di un soffio pure la traversa. Tuttavia il contraccolpo psicologico tra le fila termali è evidente. Di contro il club minerario dopo aver fatto beneficienza nell’ultima parte del torneo e recuperati gli atleti chiave oltre alla condizione fisica, sembra tornato l’inossidabile squadrone del girone d’andata. L’Airone ha le ali pesanti e prova a tenersi in quota col cuore, i lanci ed il mestiere dei pochi veterani. Infatti sulla deviazione volante di Di Vito i biancocelesti per poco non trovano i pari. Poi, come capita nelle belle nelle storie che solo il calcio sa regalare, il livornese Gelli, criticato e in ombra da diversi turni, inventa un diagonale di destro imprendibile proprio allo scadere.
Alla ripresa delle ostilità il match cambia nuovamente. Da una punizione dalla tre quarti all’apparenza innocua battuta da Lombardi, la dormiente retroguardia di casa lascia il tocco facile a Salvadori. Come ad inizio gara i locali vacilla. Giusti fa un miracolo su Boccardo. Maneschi gioca la carta Mitra. Il condor Bonuccelli risponde gettando nella mischia il talento di Carnevale. Il Montecatini ci prova col cannoniere del torneo, lo scarsicrinito Santini. L’incornata sul cross di Di Vito è perfetta, come l’angolazione. Solo che Bertolacci toglie il pallone dall’incrocio dei pali. La banda Maneschi si scopre, ma il Gavorrano non riesce a chiudere il match sulla ripartenze: Roppolo centra in pieno la traversa. Le ultime chance della squadra di casa si spengono sulla punizione calciata alta da Mitra nel recupero. Poi il triplice fischio del signor Bergher .
Roberto Grazzini
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